Come cambia la politica estera del PD con Zingaretti segretario

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Come cambia la politica estera del PD con Zingaretti segretario

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di Fabrizio Verde
 

Le primarie del Partito Democratico sono state vinte dal candidato Nicola Zingaretti. Con l’arrivo del presidente della Regione Lazio alla segreteria di quello che viene ingiustamente definito come il principale partito della sinistra italiana come cambia la politica estera del Partito? La risposta è molto semplice. Non cambia assolutamente nulla. Con i democratici come sempre schiacciati sulle posizioni delle élite franco-tedesche e in linea con i guerrafondai che siedono in quel di Washington nonostante una parolaia forte opposizione a Donald Trump. 

 

Il nuovo segretario del Partito Democratico lo troviamo in prima linea nel soffiare in maniera incosciente sul fuoco dell’invasione contro il Venezuela. Tra l’altro rilanciando una foto fake che dovrebbe rappresentare l’immagine di una manifestazione contro il governo venezuelano. Perfettamente in linea con i guerrafondai europei. Nella stessa direzione in cui remano personaggi tanto esecrati, almeno a parole, dal Partito Democratico come Bolsonaro e Trump. O il cileno Pinera, un Berlusconi in salsa latinoamericana. 

 

Lasciando da parte il Venezuela la musica non cambia. Anzi. Ospite del programma Piazza Pulita dell’emittente la7, Zingaretti aveva infatti rilanciato alcuni di quei temi che ci confermano ancora una volta come il Partito Democratico sia irrimediabilmente un’organizzazione politica che esprime valori e tematiche della destra liberale. Altro che socialdemocrazia.  

 

Dall’Italia che non potrebbe lasciare l’Euro, nonostante gli immensi danni che la moneta unica ha prodotto sull’economia di Roma, alle più classiche posizioni che esprimono russofobia e sinofobia. 

 

Addirittura attribuendo a Pechino la responsabilità dei guai della Grecia. Quando sappiamo che «la Grecia è la manifestazione più concreta del grande successo dell’Euro», utilizzando le parole del neoliberista Mario Monti. Una posizione non a caso condivisa da Nicola Zingaretti e dai principali dirigenti del Partito Democratico. 

 

Un’organizzazione politica - torniamo a ribadirlo - che esprime valori e tematiche della destra liberale. Dall’economia alla politica estera. Con Zingaretti segretario del Partito non cambierà una virgola la fallimentare politica dell’incredibile involuzione di quello che in un passato ormai remoto è stato il più grande partito comunista dell’Europa occidentale. 

 

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