Come l’NSA utilizza le frequenze radio per entrare nei computer
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Prevenire è meglio che curare. Questa la spiegazione principale del massivo piano di sorveglianza della National Security Agency (NSA): il pensiero si colloca alla stessa stregua del concetto di guerra preventiva ma l’agenzia preferisce definirla “difesa attiva”. Funzionari ed esperti hanno tenuto a precisare che questo programma ha uno scopo molto diverso da quello degli avversari cinesi in quanto utile a creare un sistema di allerta per gli attacchi informatici diretti contro gli Stati Uniti.
L’esercito cinese, reti militari russe e sistemi utilizzati dalla polizia messicana e dai cartelli della droga, istituzioni commerciali all’interno dell’Unione Europea e in alcuni casi Stati partner nella lotta al terrorismo come Arabia Saudita, India e Pakistan. Lo speciale software che l’NSA è stato in grado di installare in circa 100.000 computer in tutti questi paesi del mondo ha consentito agli Stati Uniti di monitorare computer ma anche di creare un canale digitale per lanciare attacchi informatici.
La particolarità di questo software risiede nel fatto che questa tecnologia, fino ad oggi segretissima, consente di avere accesso e alterare dati presenti anche in quei computer che non sono connessi ad internet: l’agenzia utilizzerebbe, infatti, una tecnologia basata su frequenze radio, più precisamente un canale nascosto di onde radio trasmesso da circuiti molto piccoli e da schede USB inserite surrettiziamente nei computer. Sembra che la tecnologia non sia stata impiegata per uso domestico.

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