Criminali in occidente, eroi in Cina: i media occidentali e le proteste Covid

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Criminali in occidente, eroi in Cina: i media occidentali e le proteste Covid

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Grande spazio in questi giorni sui media mainstream alle proteste in Cina contro gli infiniti lockdown decretatti in ossequio alla strategia Zeo Covid adottata dalla nazione asiatica. Un atteggiamento decisamente diverso, quello assunto dai media dominanti, rispetto a quando a scendere in piazza erano i cittadini occidentali per protestare contro chiusure, pass, obblighi vaccinali e politiche pandemiche. 

A tal proposito il giornalista statunitense Max Blumenthal, editore di The Grayzone, evidenzia su Twitter: “Disprezzo i media mainstream che eroicizzano i cinesi che protestano contro gli interminabili lockdown.

Non perché quei cittadini cinesi abbiano torto, ma perché quegli stessi media dipingono come criminali gli occidentali che hanno sfidato il regime covidiano mentre difendevano coraggiosamente i loro diritti umani fondamentali”.

Poi il giornalista d’inchiesta statunitense passa in rassegna alcune personalità e mezzi di informazione che mentre adesso esaltano - per motivazioni squisitamente politiche - le proteste dei cittadini cinesi, non avevano esitato a proferire parole di condanna verso quei cittadini occidentali che avevano deciso di protestare contro le assurde politiche pandemiche adottate dalla maggior parte dei governi del cosiddetto ‘mondo libero’. 

Il thread su Twitter del giornalista si conclude ricordando “statunitensi, canadesi e australiani che hanno lasciato le loro società per sfuggire alle restrizioni draconiane Covid e si sono diretti in Nicaragua, un paese gestito da un governo di orientamento socialista che ha rifiutato le chiusure e ha tenuto aperte le scuole”. 

 

 
 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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