Dieci buoni motivi perché Trump sarà rieletto

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Dieci buoni motivi perché Trump sarà rieletto

Non un semplice elenco, ma una approfondita analisi in 10 punti, dove lo storico Valerio Gentili spiega perché Trump potrebbe essere di nuovo rieletto. L’analisi affronta varie tematiche, dal sistema di voto delle presidenziali, alla politica estera ed economica, le problematiche sociali, gli avversari nella corsa alla Casa Bianca.
 
di Valerio Gentili*
 
1-Il voto non è proporzionale ma stati tradizionalmente reazionari eleggono “grandi elettori” in sovrannumero rispetto alle loro reali dimensioni geografiche e di popolazione.

2-Con tutte le riserve del caso, Trump non è stata la guerrafondaia  Clinton.

3-Biden è una “mummia” che si nasconde dietro una “mistress”.

4-Trump è sempre circondato da belle donne.

5-Trup e Biden sono entrambi miliardari (ladri) e bancarottieri con le mani in pasta in Ucraina.

6-Il povero Sanders solo avrebbe potuto rappresentare un’alternativa per una società malata e sull’orlo di possibili secessioni e guerre civili.

7- Una parte della classe operaia ha votato Trump e perché non avrebbe dovuto? Sostegno protezionistico alle aziende significa mantenimento del posto di lavoro.

8-Anche se ha mostrato segni di codardia non comune, rifugiandosi nel bunker antiatomico della Casa Bianca, piuttosto che affrontare qualche manifestante giustamente adirato.
Basteranno un paio di foto con fucili d’assalto (magari scarichi altrimenti potrebbe spararsi su un piede) per riguadagnare il momentum e diventare il condottiero law&order di cui la maggioranza silenziosa, sconvolta dai riots, ha fottutamente bisogno.

9-La potente lobby sionista non dimentica gli amici.

10-L’economia non ha compiuto la ripresa a V cinese ma non è neanche ai livelli postatomici con cui si crogiola la stampa liberal.
 
1-Il lettore italiano distratto non sa che la vittoria non si assegna tramite sistema proporzionale ma attraverso un complicato calcolo “indiretto”, in cui i votanti eleggono i “grandi elettori”. Saranno poi questi a nominare Presidentee Vicepresidente. Il collegio dei grandi elettori avvantaggia la Destra, un esempio,  nelle contestate elezioni del 2016: la Clinton ottenne 2,8 milioni di voti in più ma il tycoon ottenne l’appoggio di 304 “grandi elettori”.

Aggiungiamo una novità tutta particolare, il Covid ha letteralmente spaccato in due gli States: liberal e democratici (scusate la generalizzazione) sono i pasdaran della mascherina, destri e repubblicani, al contrario, ne vantano il rifiuto. I primi sceglieranno il voto elettronico, votando a distanza, i secondi si recheranno direttamente ai seggi. Trump ha già tuonato contro i possibili brogli del voto indiretto, quindi si proclamerà vincitore sulla base dei voti ai seggi, conoscendolo lo pensereste davvero disposto ad accettare un mese di riconteggi come nelle e elezioni che portarono Bush a vincere su Al Gore?

2-Con tutti i se e i ma di questo mondo, Trump non è stato neanche lontanamente sulla linea di guerra totale dell’Hitler in gonnella Clinton, nessuna III guerra mondiale con la tanto odiata Russia, per fortuna.

3-Biden è una mummia, un uomo noto soprattutto per le sue gaffe imbarazzanti e bene lo hanno affiancato ad una “mistress”, Kamala Harris, un bullo in gonnella che da procuratore di San Francisco ha “dato il suo meglio”, afroamericana di origine ha evidentemente finito per introiettare il peggio della mentalità dei bianchi.

Oggi la vediamo sfilare a pugno chiuso ai cortei “Black lives matters” ma all’epoca della procura? La “sceriffa” aveva fatto ricorso contro una sentenza che giudicava incostituzionale la pena di morte, si era opposta alle telecamere per monitorare l’operato della polizia, aveva detto no ai cambi di sesso tra i detenuti.

Ma soprattutto la triste vicenda del povero Daniel Larsen condannato nel ’99 a 27(!) anni di carcere per il possesso di un coltello(?) e scarcerato dopo una lunga, vergognosa, causa da una sentenza contro la quale (indovinate un pò), la Harris fece ricorso. Non c’è che dire un autentico sbirro Wasp si è impossessato del corpo di un afroamenricana.

4- Trump è sempre circondato di belle done e questo tra il beone, pantofolaro, divanista americano medi fa sempre la sua porca figura

5-Sia Biden che Trump sono miliardari corrotti, con lo scontro di classe in atto in Usa, la scelta non può ridursi tra peste o colera.

6-Il buon Sanders col suo programma di redistribuzione sociale in un paese affamato di giustizia, in cu c’è chi prende 1 e chi 100, poteva fare la differenza o almeno provarci, salario minimo garantito, lavoro ai giovani, medicare for all, fine delle missioni militari all’estero. Nulla più che una buona cura socialdemocratica  per un paese profondamente malato, diviso a causa delle discriminazioni della società “multirazzista” (avete capito bene “multirazzista” non” multirazziale”). Ma così non è stato.

7-Non credo proprio che, come scritto quattro anni fa dai media per brama di notizia, Trump abbia sfondato tra gli operai della Rust belt, ma comunque, se una parte lo ha votato ha giustamente premiato il candidato che prometteva misure protezionistiche a difesadelle fabbriche, quindi dei lavoratori.

8-Come l’ultimo dei codardi ha preferito rifugiarsi nel bunker antiatomico della Casa Bianca, di fronte a qualche centinaio di manifestanti giustamente desiderosi di risposte. Un uomo forte, strutturato, con la spina dorsale dritta sarebbe sceso in strada ad affrontare la folla. Bastera un’operazione di maquillage, tuttavia, per farlo tornare il Trump legge e ordine di cui la maggioranza silenziosa ha bisogno.

9-La potente lobby sionista non dimentica gli amici, Gerusalemme calling?

10-Non sarà la miracolistica ripresa a V dell’economia cinese ma l’economia americana con Trump non se la passa neanche lontanamente come denunciano le narrazioni postatomiche di certa stampa. Volendo ricorrere alla semiotica siamo al baffo della Nike.

*È un esperto di storia della Resistenza e del combattentismo di sinistra, soprattutto a Roma. Ha pubblicato 'La legione romana degli Arditi del popolo' (Purple Press 2009), 'Roma combattente' (Castelvecchi 2010), 'Bastardi senza storia' (Castelvecchi 2011), 'Dal nulla sorgemmo' (Red Press 2012). 'Volevamo tutto. La guerra del capitale all'antifascismo. Una storia della Resistenza tradita'. (Red Star Press 2016).

 
 
 

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