Diplomazia fuori dall’Occidente: cosa dicono i colloqui di Abu Dhabi sull’Ucraina

1590
Diplomazia fuori dall’Occidente: cosa dicono i colloqui di Abu Dhabi sull’Ucraina

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il dossier ucraino torna al centro della scena internazionale con segnali che Washington definisce incoraggianti. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di sviluppi “molto positivi” nei rapporti tra Ucraina e Russia, facendo riferimento ai colloqui trilaterali di Abu Dhabi tra rappresentanti di Mosca, il regime di Kiev e Washington. Le dichiarazioni, volutamente vaghe, arrivano in un momento delicato del conflitto, segnato da un apparente stallo militare dove la Russia continua ad avanzare e da una crescente pressione internazionale per esplorare vie negoziali.

Abu Dhabi si conferma così come piattaforma diplomatica alternativa, fuori dall’asse euro-atlantico tradizionale, capace di ospitare dialoghi sensibili che altrove risultano politicamente impraticabili. Gli Emirati Arabi Uniti hanno presentato i colloqui come parte di uno sforzo più ampio per favorire il dialogo e individuare soluzioni politiche alla crisi, mentre la Casa Bianca li ha definiti “produttivi”. Un segnale che suggerisce una possibile convergenza tattica tra attori globali sempre più consapevoli dei limiti della soluzione militare.

Mosca, dal canto suo, continua a porre condizioni chiare. Il Cremlino considera il ritiro delle truppe ucraine dalle regioni orientali - in particolare dal Donbass - una premessa imprescindibile per qualsiasi accordo di pace. Il portavoce Dmitri Peskov ha ribadito che si tratta di una “condizione molto importante”, accompagnata da ulteriori nodi politici e territoriali ancora irrisolti. La conferma di nuovi contatti trilaterali nelle prossime settimane indica che il canale diplomatico resta aperto.

Più che una svolta immediata, si tratta di un lento riassestamento degli equilibri, in cui il conflitto ucraino diventa sempre più un terreno di confronto tra modelli di ordine globale: da un lato l’egemonia occidentale in affanno, dall’altro un sistema multipolare in cerca di nuovi mediatori e spazi di manovra.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La Resistenza non è di tutti di Giuseppe Giannini La Resistenza non è di tutti

La Resistenza non è di tutti

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

L'importanza della festa della liberazione di Michele Blanco L'importanza della festa della liberazione

L'importanza della festa della liberazione

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti