Diplomazia fuori dall’Occidente: cosa dicono i colloqui di Abu Dhabi sull’Ucraina

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Diplomazia fuori dall’Occidente: cosa dicono i colloqui di Abu Dhabi sull’Ucraina

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Il dossier ucraino torna al centro della scena internazionale con segnali che Washington definisce incoraggianti. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di sviluppi “molto positivi” nei rapporti tra Ucraina e Russia, facendo riferimento ai colloqui trilaterali di Abu Dhabi tra rappresentanti di Mosca, il regime di Kiev e Washington. Le dichiarazioni, volutamente vaghe, arrivano in un momento delicato del conflitto, segnato da un apparente stallo militare dove la Russia continua ad avanzare e da una crescente pressione internazionale per esplorare vie negoziali.

Abu Dhabi si conferma così come piattaforma diplomatica alternativa, fuori dall’asse euro-atlantico tradizionale, capace di ospitare dialoghi sensibili che altrove risultano politicamente impraticabili. Gli Emirati Arabi Uniti hanno presentato i colloqui come parte di uno sforzo più ampio per favorire il dialogo e individuare soluzioni politiche alla crisi, mentre la Casa Bianca li ha definiti “produttivi”. Un segnale che suggerisce una possibile convergenza tattica tra attori globali sempre più consapevoli dei limiti della soluzione militare.

Mosca, dal canto suo, continua a porre condizioni chiare. Il Cremlino considera il ritiro delle truppe ucraine dalle regioni orientali - in particolare dal Donbass - una premessa imprescindibile per qualsiasi accordo di pace. Il portavoce Dmitri Peskov ha ribadito che si tratta di una “condizione molto importante”, accompagnata da ulteriori nodi politici e territoriali ancora irrisolti. La conferma di nuovi contatti trilaterali nelle prossime settimane indica che il canale diplomatico resta aperto.

Più che una svolta immediata, si tratta di un lento riassestamento degli equilibri, in cui il conflitto ucraino diventa sempre più un terreno di confronto tra modelli di ordine globale: da un lato l’egemonia occidentale in affanno, dall’altro un sistema multipolare in cerca di nuovi mediatori e spazi di manovra.


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