Dove troverà Obama le risorse per lottare contro la disuguaglianza sociale?
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Il discorso di Obama di mercoledì scorso sull’economia americana e il futuro dei suoi figli non poteva essere pronunciato in un luogo più adatto, nella parte orientale dell’Anacostia River, a Washington, dove circa la metà dei bambini nasce in uno stato di povertà.
“L’idea che molti bambini nascano in povertà in una nelle nazioni più ricche della terra è abbastanza straziante”, ha dichiarato Obama. “Ma l’idea che un bambino non possa mai essere in grado di abbandonare il suo stato di povertà perché privo di un’educazione di buon livello o dell’assistenza sanitaria o di una comunità che percepisca il suo futuro come il proprio - questo dovrebbe offenderci più di ogni cosa. E dovrebbe spingerci all’azione”.
Sembra che la lotta all’ineguaglianza e alla scarsa mobilità sociale costituiscano degli obiettivi irrinunciabili per il Partito Democratico e per Obama, che ha parlato della necessità di portare avanti alcune politiche: aumento del salario minimo federale, pre-K universale, legge contro la discriminazione dei dipendenti, estensione dell’assicurazione per i disoccupati e parità di salario fra uomo e donna per il medesimo lavoro.
Ma per poter fare questo, investendo maggiormente in istruzione, infrastrutture e istituzioni è necessario riformare la tassazione in toto al fine di evitare un ulteriore aumento della spesa pubblica. Ma significa anche mettere alle strette Wall Street, rinunciando, se possibile, alla promozione di progetti di legge scritti dalle banche per stroncare la riforma finanziaria, come sta avvenendo con il Dodd-Frank.
Da sottolineare anche come gli accordi di libero scambio con la Corea del Sud sono costati circa 40.000 posti di lavori americani, soprattutto nel settore manifatturiero mentre il Trans-Pacific Partnership potrebbe avere effetti ancora più deleteri. Gli effetti di un mondo liberalizzato e globalizzato.
Ma come conciliare un programma di investimenti per la crescita con la necessità di tenere sotto controllo il tetto della spesa, se in più il Presidente intende sostenere le fasce più deboli della popolazione, quelle che si sono trovate in difficoltà a causa della crisi finanziaria? Sarà in grado Obama di far quadrare i conti?

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