Egitto: esclusi tre nomi eccellenti dalla corsa presidenziale
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Dopo l'esclusione dei tre principali pretendenti alla carica presidenziale egiziana, il percorso di transizione democratica del Cairo è sempre più nel caos. Dopo la decisione di un tribunale amministrativo di sciogliere la commissione preposta a stilare il nuovo testo costituzionale, sabato la commissione elettorale ha deciso di ritirare la candidatura dell'L’ex capo dei servizi segreti, Omar Suleiman, per non aver presentato il numero di deleghe necessario; dell’esponente dei Fratelli Musulmani – trionfatori delle legislative – Khairat al-Shater per precedenti penali ed il rappresentate dei salafiti di al-Nour, Hazem Abu Islamil perché sua madre è titolare di un passaporto straniero. I tre esclusi eccellenti e altri 7 candidati bocciati hanno poche possibilità di vedere ribaltato il giudizio nell'appello presentato. La decisione spiana la strada a Amr Moussa, ex segretario generale della Lega araba che avrà come unico vero rivale un’ex dei Fratelli musulmani, Abdul Moneim Abol Fotouh.
Particolare scalpore e protesta aveva sollevato la presentazione di Omar Suleiman, spia in capo e vicepresidente di Hosni Mubarak, come candidato presidenziale. Prima della decisione della commissione, il Parlamento aveva bloccato il tentativo escludendo gli ex alti ufficiali e primi ministri dell'ex regime dalla corsa. Le decisioni di Faruk Sultan, presidente della commissione, rispettano la legge, non le ansie e le tensioni di un Paese che un anno e mezzo fa ha vissuto diciotto giorni di rivolta che ancora non si sono esauriti. Suleiman, al fianco di Mubarak anche nelle immagini televisive fino alle ultime ore, ha deciso di entrare nella sfida per contrastare i candidati islamisti: insieme i partiti religiosi hanno accumulato il 70 per cento dei seggi nelle prime elezioni parlamentari dopo la caduta del regime.

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