Gruppi curdi armati "inviati" dall'Iraq per unirsi alle rivolte in Iran
Secondo quanto riferito da alcune fonti alla Reuters il 14 gennaio, i miliziani appartenenti ai gruppi separatisti curdi hanno cercato di attraversare il confine con l'Iran dall'Iraq per unirsi alle violenze antigovernative che si stanno verificando in tutto il Paese.
"L'intelligence turca ha avvisato l'IRGC che i combattenti curdi stavano attraversando la frontiera negli ultimi giorni", hanno precisatole fonti.
Un funzionario iraniano, a condizione di anonimato avrebbe affermato che le autorità si sono scontrate con questi elementi, che cercano di "creare instabilità e trarre vantaggio dalle proteste".
"I combattenti erano stati inviati dall'Iraq e dalla Turchia... Teheran ha chiesto a quei paesi di interrompere qualsiasi trasferimento di combattenti o armi all'Iran", ha continuato la fonte.
Per anni l'Iran ha dovuto affrontare attacchi transfrontalieri da parte dei separatisti curdi appartenenti al Partito Democratico del Kurdistan dell'Iran (KDPI).
Durante le proteste e le rivolte del 2022 in Iran, le forze di sicurezza sono state ripetutamente sotto attacco da parte di elementi armati legati al KDPI e ad altre organizzazioni militanti curde. All'epoca, l'ex capo della sicurezza nazionale statunitense John Bolton ammise apertamente che armi provenienti dalla regione del Kurdistan iracheno venivano introdotte clandestinamente in Iran, dove i separatisti le usavano contro le truppe governative.
La rivelazione della Reuters arriva mentre l'Iran sta affrontando proteste diffuse, violente rivolte su larga scala e disordini. Oltre 100 membri delle forze di sicurezza e decine di civili sono stati uccisi dai rivoltosi, sostenuti dall'intelligence israeliana.
Dall'inizio dei disordini, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente minacciato di attaccare l'Iran.
"Gli aiuti sono in arrivo", ha detto martedì il presidente, rivolgendosi ai manifestanti antigovernativi e ai rivoltosi sostenuti dal Mossad.
L'Iran ha promesso una dura risposta a qualsiasi attacco, compresi gli attacchi alle basi statunitensi e a quelle di Israele.
"Sia chiaro: in caso di attacco all'Iran, i territori occupati, così come tutte le basi e le navi statunitensi, saranno il nostro obiettivo legittimo", ha dichiarato nel fine settimana il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, mettendo in guardia contro qualsiasi "errore di calcolo".
Durante la guerra tra Israele e Iran, durata 12 giorni a giugno, i missili balistici iraniani hanno colpito direttamente diversi siti militari israeliani, causando ingenti distruzioni in tutto il territorio israeliano. Teheran ha anche risposto all'attacco statunitense ai suoi impianti nucleari prendendo di mira la base di Al-Udeid in Qatar.
__________________________________________________
L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA
L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità
Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.
LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA
Pasquale Liguori
Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.


1.gif)
