"Il regime di Epstein sta massacrando bambine iraniane": la denuncia del Prof. Marandi

Bombardare una scuola piena di bambine: è questo il "diritto alla difesa" di Israele e USA? La denuncia del professor Marandi

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"Il regime di Epstein sta massacrando bambine iraniane": la denuncia del Prof. Marandi

Le immagini che arrivano da Minab, nel sud dell'Iran, sono strazianti. Un edificio scolastico, una scuola elementare per bambine, ridotto a un cumulo di macerie. Oltre 50 vittime, secondo le prime stime. Non sono soldati, non sono combattenti. Sono bambine.

In un video diventato virale sui social, il Professor Mohammad Marandi, analista politico e accademico iraniano, commenta la strage con una frase che è destinata a restare impressa: "Il regime di Epstein sta massacrando bambine iraniane".

L'agghiacciante riferimento all'isola di Jeffrey Epstein, tristemente nota come epicentro di un giro di sfruttamento e abusi su minorenni, è un pugno nello stomaco. Marandi lo usa per denunciare quella che definisce una palese ipocrisia dell'Occidente, in particolare degli Stati Uniti e di Israele, gli autori materiali di questo criminale attacco.

L'espressione "regime di Epstein" è una metafora potentissima. Equipara i governi di USA e Israele a una rete criminale dedita allo sfruttamento e all'uccisione dei minori, quando sono proprio questi stessi paesi a ergersi spesso a paladini dei diritti umani e a accusare l'Iran su questo fronte. Mentre ci accusano, sembra voler dire Marandi, sono loro che stanno letteralmente bombardando le nostre bambine mentre sono sui banchi di scuola.

 
 
 
 
 
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Il bombardamento della scuola elementare femminile di Minab, secondo fonti locali attribuibile a un attacco congiunto israelo-statunitense, rappresenta un salto di qualità inaudito nella escalation bellica contro l'Iran. Colpire un obiettivo civile, e nello specifico una scuola di bambine, costituirebbe un crimine di guerra.

Mentre i leader occidentali tacciono o emettono comunicati di circostanza, la voce del Professor Marandi riecheggia forte. Ci ricorda che dietro le parole "attacco di precisione" o "risposta calibrata" che spesso leggiamo sui giornali, ci sono corpi piccoli e innocenti sepolti sotto le macerie delle loro aule.

Dalla sua denuncia sorge spontanea una domanda: dov'è la comunità internazionale? Dove sono i difensori dei diritti delle bambine, ora che le bambine da difendere sono iraniane?

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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