I ribelli siriani contro la proposta di Kofi Annan

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I ribelli siriani contro la proposta di Kofi Annan

Dura reazione dei ribelli all'appello dell'inviato speciale Kofi Annan per una soluzione politica della crisi siriana. Secondo gli attivisti dell'opposizione, l'enfasi della diplomazia ignora la repressione: gli arresti e gli attacchi condotti dal governo di Bashar al-Assad hanno reso impossibile la prospettiva di un accordo negoziato. Hadi Abdullah, un residente di Homs, ha dichiarato: “Rigettiamo ogni dialogo finchè i carri armati assediano le nostre vie e cecchini uccidono le nostre donne e bambini”.

Annan, incaricato dalle Nazioni Unite e dalla Lega Araba di cercare una soluzione politica alla guerra civile siriana, durante un incontro con la Lega Araba al Cairo nella giornata di giovedì, si era apertamente schierato contro la possibilità di un intervento militare nel paese. "La soluzione migliore per non peggiorare il conflitto è un accordo politico gestito e condotto dal popolo siriano, l'intervento militare ha dimostrato in altre realtà di peggiorare la situazione", così si è espresso l'inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba, che sarà domenica a Damasco per trattare direttamente con Assad la cessazione delle violenze.

Dura la reazione dell'influente senatore John McCain alle dichiarazioni di Annan. In un'intervista ad Al Jaazera, McCain si è chiesto “in quale pianeta Kofi Annan pensa di essere” e d ha poi invitato una coalizione di stati occidentali ed arabi ad intervenire per attuare una no-fly zone sul modello della Libia. Dall'incontro della Lega Araba di ieri, tuttavia, rimane una profonda divisione su un possibile intervento tra gli Stati membri.  Solo l'Arabia Saudita ed il Qatar sembrano al momento pronti ad un'azione di forza immediata e ad armare i ribelli. Dopo un incontro con il presidente turco Abdullah Gul, il presidente ad interim tunisino Mohammed al Monsif Al Marzouki ha dichiarato di essere pronto all'invio di una forza araba di pace, ma solo dopo la caduta del regime, per ristabilire sicurezza e stabilità nel paese.

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