Il cambiamento climatico è un problema reale...per i profitti delle multinazionali

2099
Il cambiamento climatico è un problema reale...per i profitti delle multinazionali

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


Dopo anni di indifferenza e inerzia rispetto alle grosse minacce globali, come il riscaldamento globale, alcune grandi multinazionali stanno cominciando a pensare che il cambiamento climatico rappresenta un problema anche per loro. La siccità globale, infatti, minaccia la produzione della famosa bevanda: il problema legato al reperimento delle materie prime varrebbe non solo per l’acqua ma anche per la produzione di zucchero di canna, di barbabietole da zucchero e di agrumi.
La posizione della Coca Cola sembra essere molto diffusa tra i leader di importanti aziende americane. Anche la Nike inizia a parlare di clima da quando nel 2008 particolari eventi climatici in Thailandia hanno spazzato via quattro fabbriche mentre la siccità persistente pone a rischio la produzione del cotone.
 
Il riscaldamento globale viene percepito come una forza che riduce il prodotto interno lordo, rende più costosi cibo e materie prime, pone a rischio le catene di forniture e aumenta il rischio finanziario.
 
Il World Economic Forum in svolgimento questi giorni a Ginevra parlerà per tutta la giornata di venerdì di cambiamento climatico: non tanto per salvare gli orsi polari ma per promuovere gli interessi economici di alcuni.
 
A Washington, invece, il Presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, ha posto il cambiamento climatico al centro degli obiettivi della banca: il riscaldamento globale, infatti, contribuirebbe all’aumento della povertà nel mondo e limiterebbe la crescita del PIL nelle economie emergenti.
 
L’obiettivo della crescita resta il cardine attorno al quale orientare la propria posizione in tema di cambiamento climatico: Colombia, Etiopia, Indonesia, Corea del Sud, Norvegia, Svezia e Gran Bretagna hanno istituito la Global Commission on the Economy and Climate e stanno portando avanti uno studio per comprendere come affrontare i rischi legati al clima per meglio raggiungere obiettivi di crescita economica. 
Cina ed India sono da sempre diffidenti a promuovere politiche ambientali in quanto l’energia a basso costo prodotta col carbone sta contribuendo a far crescere le economie di questi paesi e a far uscire milioni di persone dalla povertà.
Persino l’Europa sta facendo un passo indietro in tema di lotta al cambiamento climatico: gli alti costi dell’energia, il declino della competitività industriale e un’economia che stenta a ripartire fra le cause della decisione europea.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti