Il fallimento della missione Annan e le prossime tappe della diplomazia
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Pochi risultati dalla missione di Kofi Annan a Damasco. Dopo il colloquio nella giornata di domenica, l'inviato speciale della Lega Araba e delle Nazioni Unite si era detto ottimista sulle proposte concrete offerte ad Assad. “Sarà difficile, ma dobbiamo avere speranza”, queste le prime dichiarazioni dell'ex segretario generale delle Nazioni Unite. Le proposte vertevano su una una cessazione immediata delle violenze, che secondo stime Onu avrebbero causato la morte di più di 7,500 persone, accesso dei convogli umanitari nelle zone più colpite e l'inizio di un dialogo politico tra le parti coinvolti per un processo di riforma condiviso. La notizia di 120 morti tra domenica e lunedì mattina e il diniego assoluto di Assad ad aprile un tavolo di discussioni con l'opposizione dimostrano il fallimento della missione dell'ex segretario generale delle Nazioni Unite.
Annan continua comunque la sua missione di pace: lunedì è arrivato in Qatar. Il ministro degli affari esteri del paese, Hamad Bin Jassem Al Thani, aveva denunciato, in un incontro della Lega Araba al Cairo, "il genocidio sistematico da parte del governo siriano" e chiesto l'invio di truppe arabe e internazionali in Siria. Al Thani è stato particolarmente critico verso il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, presente nel summit nella capitale egiziana, accusando il suo paese di aver permesso il massacro di civili.
Nel pomeriggio italiano di lunedì il Consiglio di sicurezza terrà un summit sulla primavera araba, che, necessariamente, si concentrerà soprattutto sulle violenze del regime di Damasco. Presenti il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il ministro russo Sergey Lavrov, che cercheranno di trovare una mediazione sulla bozza di risoluzione proposta dalla diplomazia Usa per un'imposizione di un armistizio e l'apertura di corridoi umanitari. Al momento l'ostacolo maggiore rimane la volontà russa di un testo in cui sia chiaro la condivisione delle responsabilità tra le due parti in lotta.

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