Il tecnocrate e il militare
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di Alessandro Volpi*
Domani si incontreranno al Forum Ambrosetti di Cernobbio, uno dei luoghi simbolo del capitalismo italiano, l'ex presidente del Consiglio Mario Monti e l'ex generale Roberto Vannacci, invitati dal direttore dell'iniziativa Valerio De Molli.
Mi sembra un incontro molto rilevante, almeno in termini simbolici.
L'obiettivo di una parte consistente della classe dirigente economica e finanziaria del Paese è quello di tenere insieme, in un'unica formula sia pur apparentemente conflittuale, la componente liberal-rigorista, favorevole alla privatizzazione e alla finanziarizzazione della struttura produttiva e sociale italiana, con quella neocorporativa, fautrice del definitivo superamento della lotta di classe nell'ambito di un processo di omologazione sociale dove le gerarchie imprenditoriali sono - come nel corporativismo del ventennio - rigorosamente rispettate.
Il rigore dei conti pubblici e il "rigore nazionale" si dovrebbero fondere, nella prospettiva confindustriale, in una visione della società dove le imprese private sono il superiore gerarchico, sia pur "benevolmente" paternalistico, destinato a guidare una politica subalterna a cui viene assegnato il pressoché unico compito di garantire ordine e stabilità.
Un tecnocrate, alfiere del capitalismo, e un militare sono l'accoppiata ideale.
*Commento Facebook del 4 settembre 2026


