Il Venezuela secondo Maduro e Lopez

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Il Venezuela secondo Maduro e Lopez

 

Il 1° aprile, il New York Times ha pubblicato un editoriale del presidente venezuelano Nicolas Maduro, “Venezuela: un appello per la pace”. Maduro ha attaccato "la maggior parte della stampa straniera" rea, a suo dire, di aver "descritto in maniera distorta la realtà del Venezuela "e di quello che si è sviluppato attorno agli eventi".
 
Il presidente venezuelano ha riconosciuto che il paese ha dovuto affrontare importanti sfide economiche e di sicurezza negli ultimi 16 mesi, tra cui l'inflazione,  la carenza di beni di prima necessità, l'alto tasso di crimilnalità ma ha rivendicato i risultati raggiunti dal suo governo: riduzione della povertà e della disuguaglianza, creazione di programmi di assistenza sanitaria e di educazione universale gratuiti.
 
Dal 1998, scrive Maduro, il movimento fondato da Hugo Chávez ha vinto più di una dozzina di elezioni presidenziali, parlamentari e locali attraverso un processo elettorale che l'ex presidente americano Jimmy Carter ha definito "il migliore del mondo." "Le affermazioni che il Venezuela ha una democrazia carente e che le attuali proteste sono espressione di un malessere generale vengono smentite dai fatti". I manifestanti, guidati dalla stessa opposizione che nel 2002 si è resa autrice del colpo di stato contro Chavez, sostiene Maduro, hanno un unico obiettivo: "la cacciata incostituzionale del governo democraticamente eletto"
 
Il Venezuela ha bisogno di pace e di dialogo per andare avanti, conclude il presidente venezuelano. "Diamo il benvenuto a chiunque voglia sinceramente aiutarci a raggiungere questi obiettivi."
 
Il 25 marzo, il Nyt ha pubblicato anche l'editoriale di Leopoldo Lopez, ex sindaco del municipio Chacao di Caracas e leader del partito di opposizione Voluntad Popolar, attualmente recluso nel carcere militare di Ramo Verde.

Lopez ha descritto un paese "con uno dei tassi di omicidi più alto dell'emisfero occidentale, un tasso di inflazione del 57 per cento e con una scarsità di beni di prima necessità senza precedenti se non in tempo di guerra. "Un'economia paralizzata è accompagnata da un clima politico altrettanto oppressivo".

Il leader dell'opposizione ha esortato i suoi sostenitori "a parlare, agire e protestare", ha chiesto le dimissioni dei responsabili di repressione, violenze e torture, il disarmo dei gruppi paramilitari filogovernativi e ha lanciato un appello alla comunità internazionale, soprattutto ai paesi dell'America Latina, colpevoli di un "silenzio vergognoso".

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