Incontro con i golpisti venezuelani: Moavero peggio di Salvini. Alla Farnesina addirittura il fuggiasco Ledezma

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 Incontro con i golpisti venezuelani: Moavero peggio di Salvini. Alla Farnesina addirittura il fuggiasco Ledezma

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Non solo ha miseramente perso l’occasione di sfruttare la buona posizione assunta fino adesso dall’Italia dopo il colpo di stato in Venezuela del 23 gennaio ordinato dagli Stati Uniti. Non solo, invece, di fare da ponte con l’ottima iniziativa di Messico e Uruguay attraverso il Meccanismo di Montevideo, ha fatto piegare l’Italia al colonialista diktat del gruppo di “contatto” che prevede di riscrivere la Costituzione del paese. Non solo tutto questo. Il ministro degli esteri italiano, Enzo Moavero, è arrivato oggi nell'incredibile impresa di fare peggio di Salvini.



Si perché sull’autoproclamato sovranista nostrano pronto sempre a servire gli stessi interessi del Pd si sapeva. Ma che dopo la porta in faccia ricevuta dal Vaticano, la delegazione dei golpisti venezuelani si veda aprire quella della Farnesina è una macchia indelebile di Moavero. Oltre a Francisco Sucre, presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento in ribellione contro gli altri 4 poteri dello stato, che ha chiesto oggi apertamente l’intervento “umanitario” contro il suo paese, era incredibilmente presente al Ministero degli esteri italiano il golpista fuggiasco Antonio Ledezma.

Per chi non fosse a conoscenza della famigerata storia di Ledezma sintetizziamo noi in questi passaggi:
 
Nel 1992, da Governatore del Distretto Federale di Caracas, nominato dall’allora presidente Carlos Andres Perez, Ledezma caratterizzò la sua gestione per la repressione brutale delle proteste sociali, in particolare contro studenti e giornalisti. 
 
In seguito è stato accusato per le irregolarità compiute in qualità di sindaco del Municipio Libertador (1996-2000). Anche queste gestione si caratterizzò per una forte repressione condotta contro i venditori ambulanti, e i pensionati che reclamavano un’adeguata pensione di vecchiaia. 
 
Nel 2000 viene sconfitto nella contesa elettorale da Freddy Bernal (candidato della Rivoluzione) per la riconferma alla carica di sindaco. Non riconosce i risultati. 
 
Arriviamo quindi al 2002 quando Ledezma sostiene il colpo di Stato ordito contro il presidente Chavez  e partecipa attivamente alla serrata del settore petrolifero diretta ad affamare il popolo per giungere al rovesciamento del Comandante Chavez. 
 
Ancora golpismo nel 2004, quando lo troviamo a coordinare il cosiddetto ‘Plan Guarimba’. Viene accusato di aver incitato i militanti del suo partito Alianza al Bravo Pueblo ad appiccare le fiamme alla sede del partito Movimento V Republica a Caracas.
 
Di nuovo sindaco, questa volta dell’area metropolitana di Caracas, appena eletto licenzia 2.252 lavoratori e congela il salario dei pensionati. 
 
Fino a giungere al 2014 quando partecipa attivamente al piano golpista ‘La Salida’, dove persero la vita 43 venezuelani innocenti e si produssero oltre 100 feriti. Viene segnalato tra i promotori del progettato assassinio di Leopoldo Lopez al fine di provocare una forte reazione per rovesciare il governo. 

 
Costui è Ledezma. Il “vampiro” Ledezma è stato un repressore durante i governi della IV Repubblica, un golpista durante i governi Chavez e Maduro e oggi grazie al ministro "Monti" Moavero è di casa alla Farnesina. Una vergogna incredibile, una macchia indelebile.



La Redazione

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