Isaías Rodríguez: il Caracazo è stato l’antecedente storico del movimento degli “indignati”

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Isaías Rodríguez: il Caracazo è stato l’antecedente storico del movimento degli “indignati”


Prensa Embaveneit 25/02/2016
 
L’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana,  in collaborazione con le reti italiane di solidarietà Caracas ChiAma e Noi Saremo Tutto, ha realizzato l’iniziativa “La Rivolta del Caracazo 27F, origine della Rivoluzione Bolivariana”, in occasione del 27° anniversario di “El Caracazo”, storica rivolta popolare venezuelana che ci fu il 27 e 28 febbraio del 1989.
 
All’incontro, cui hanno partecipato l’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Julián Isaías Rodríguez e le giornaliste Luciana Castellina e Geraldina Colotti, la partecipazione dei movimenti sociali, delle associazioni, degli artisti e degli intellettuali  che supportano, da questa storica terra di giuramenti, la Rivoluzione Bolivariana e i processi di lotta indipendentista in corso in America Latina, è stata massiva. 
 
L’Ambasciatore venezuelano, nel suo eloquente intervento, ha raccontato i fatti accaduti durante la rivolta venezuelana del 1989, mettendo quest’ultima a confronto con i diversi movimenti che stanno sorgendo in diversi paesi europei contro il sistema neoliberale, “escludente e schiacciante”. Ha poi definito il 27F come “L’antecedente più immediato del movimiento europeo degli indignati”. Inoltre, ha ricordato che “Il Caracazo fu un movimiento cittadino di protesta, privo di messaggi di partito, risultato di un’epoca storica che non fu gestita da dirigenti politici”. 
 
Secondo Rodríguez,  “La Rivolta sfidò il bipartitismo e rappresentò il germe di quella che oggi viene definita “democrazia partecipativa”… Fu un movimento molto simile a quello che, pur sempre con le sue caratteristiche, si è verificato in Grecia, si sviluppa attualmente, in modo più coerente e organizzato, in Spagna ed ha una certa familiarità con ciò che sta accadendo in Portogallo”. 
 
L’iniziativa è proseguita con l’intervento della scrittrice e giornalista Luciana Castellina, che ha ricordato alcune personali e toccanti esperienze con il Comandante eterno Hugo Chávez e ha sottolineato che “Una rivolta sociale resta frammentata se non si ricompone”. 
 
Poi è stata la volta Geraldina Colotti, nota combattente politica e giornalista, che ha arricchito l’incontro attraverso il racconto delle numerose e recenti visite che ha realizzato in Venezuela, occasioni che le hanno permesso di conoscere da vicino gli ostacoli, le lotte e le sfide che oggi deve affrontare la Rivoluzione Bolivariana. 
 
Secondo Colotti, l’opposizione venezuelana non dovrebbe parlare di diritti civil, economici e sociali se a non rispettarli è lei stessa. “Negli ultimi anni, in Venezuela è in corso la rivolta dei ricchi. Chi protesta non sono studenti pacifici,  indigeni, afrodiscendenti o persone povere.  Quelli che i media tradizionali chiamano “pacifisti”, sono i veri responsabili dei morti e dei feriti delle guarimbas, poliziotti e militari che erano sostenitori del governo bolivariano”. 
 
L’evento si è concluso con un ricco scambio di opinioni con il pubblico, in cui i partecipanti hanno affermato che la Rivoluzione Bolivariana può contare su un movimento di solidarietà solido che, dall’Italia, veglierà per la sua continuità, con l’obiettivo di costruire un mondo pluripolare e umano, basato sull’uguaglianza e l’inclusione. 

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