“ISTI’MARIYAH". Una storia profetica: Alle radici della resistenza palestinese

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“ISTI’MARIYAH - - controvento tra Napoli e Baghdad” (2006, 80’)
 
Un film di Michelangelo Severgnini 


 
Una storia profetica.

Alle radici della resistenza palestinese.
Un racconto universale dell'eterna lotta 
degli oppressi contro gli oppressori.
 
 
Due ragazzi palestinesi della diaspora fanno esperienza dell’oppressione in cui si trova il Medio Oriente, risultato di un progetto coloniale a lungo termine cominciato con gli accordi segreti di Sykes-Picot del 1916 e mai terminato. Ambientato nel 2005, Rihab vive a Beirut, capitale del Libano, mentre Shadi vive a Damasco, capitale della Siria. Prenderanno due strade opposte, per lasciarsi alle spalle un immobilismo che uccide l’anima e il corpo: Shadi si unirà alla resistenza contro l’occupazione americana in Iraq, Rihab si imbarcherà per l’Europa, riproponendo l'alternativa indicata da Francesco Saverio Nitti: “o brigante o emigrante”.
 
Riconoscimenti:
Primo premio Sole Luna Doc Film Festival 2008, Palermo.
<<Perché “Isti’mariyah” mostra la grande Storia attraverso piccole storie individuali. Per il dialogo che costruisce, per la capacità di affrontare un tema di forti implicazioni politiche senza fanatismi. Per  l filo di speranza sottile che comunque resta nella possibilità di scegliere in quanto individui. Perché interpreta in modo esemplare la tematica del dialogo, una delle finalità che questa rassegna si prefigge>>.
.
Primo premio CMCA (Centre Méditerranéen de la Communication Audiovisuelle) 2006, Marsiglia
 
Proiettato, tra gli altri, all'ArtEast Festival di New York nel 2007 e al Moqawemat International Film Festival di Teheran nel 2010.
 
Musiche non originali: Radiodervish.


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ISTI’MARIYAH 

Venerdì 20 giugno 2025 - ROMA
ore 20:00 - Teatro Flavio
Via Crescimbeni 19
(ingresso a contributo libero)


 

Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Il suo film “L'Urlo" è stato oggetto di una censura senza precedenti in Italia.

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