Nuove testimonianze esclusive da Gaza. “Continueremo a far sentire la nostra voce anche se nessuno ascolterà, tranne noi stessi”

1826
Nuove testimonianze esclusive da Gaza. “Continueremo a far sentire la nostra voce anche se nessuno ascolterà, tranne noi stessi”

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

 

Guarda la puntata:

https://www.youtube.com/watch?v=X7RJXu5ELmI

Di seguito i testi della puntata #35.

 

————————————-

 

Radio Gaza - cronache dalla Resistenza

Una trasmissione di Michelangelo Severgnini e della redazione locale palestinese a Gaza

In contatto diretto con la popolazione di Gaza che resiste e che ha qualcosa da dire al mondo.

Episodio numero 35 - 30 aprile 2026

 

La campagna “Apocalisse Gaza” raggiunge oggi il suo 317° giorno, avendo raccolto 176.265 € da 1.894 donazioni e inviato già a Gaza 175.427 € in valuta.

 

“Pirati!”. Così li ha definiti il governo turco per primo. Così li ha definiti la mobilitazione internazionale promotrice della Global Sumud Flotilla.

In pratica un complimento! Assassini? Guerrafondai? Perpetratori di genocidio?

No, solo pirati, questa volta.

Che è ancora meno che “ladri della terra altrui”.

In poche parole è bastato a Israele essere molto meno di quello che è per chiudere i conti.

Piccola riflessione, perché Radio Gaza non è stata pensata per inseguire il dibattito occidentale, ma per lasciare la parola a chi sta sul campo a Gaza.

E, di questi tempi, preferibilmente, A Gaza si parla d’altro.

Anzi, se vi siete perso il video della programma di Russia Today in cui si è parlato di Radio Gaza, sotto gli occhi attenti di Mustafa Barghouti, lo riproponiamo subito.

E’ la prima volta che un’emittente internazionale parla d noi. E guarda caso, non è di un Paese dell’Unione Europea.

 

<<Ci sono invece posizioni europee vergognose: ad esempio, c’è un gruppo di cineasti italiani che sta cercando di realizzare un progetto sul cinema del reale.

A guidare questo gruppo è il regista Michelangelo Severgnini, che ha dei colleghi volontari a Gaza che gli inviano dei video sulla tragedia del popolo palestinese a Gaza. Egli raccoglie questi filmati con l’obiettivo di realizzare un film intitolato “Radio Gaza”, ma l’Unione Europea impedisce a questo regista di svolgere questo lavoro e gli impone ogni sorta di embargo e sanzioni. Ci auguriamo che le istituzioni arabe si interessino a questo argomento. Si tratta, ovviamente, di brevi spezzoni che poi vengono montati per formare un documentario>>. 

 

A Gaza si parla d’altro, si diceva. La puntata di oggi è un affresco, il suo nome potrebbe essere “Il trionfo della Morte”. Conoscete quest’opera? E’ stata realizzata nel 15° secolo ed è conservata a Palermo, in Italia.

Oppure potremmo dargli un nome più moderno: “Genocidio lento”.

Circa 1,3 milioni di persone vivono in quasi mille accampamenti improvvisati distribuiti lungo la Striscia, il 60% della popolazione. Di queste, circa 800.000 si trovano in siti ad alto rischio di inondazioni, dove le tende sono spesso vecchie e logore.

Questa situazione, unita alla mancanza di cibo e medicine (se non a prezzi esorbitanti) sta creando le premesse per una bomba sanitaria e una morte certa per un numero crescente di persone, come abbiamo discusso nella scorsa puntata sulle morti indirette.

A questo si aggiunge il quotidiano sangue versato dalla popolazione civile sotto i colpi delle forze israeliane, in violazione dell’accordo di cessate il fuoco.

La guerra a bassa intensità è in pieno corso. Gli obiettivi che non sono stati raggiunti da Israele con una violenza televisivizzata, sono a portata di mano con una violenza silenziosa, inesorabile come la morsa d uno strangolamento.

 

<<I campi profughi sono luoghi di morte lenta: ci uccidono ogni giorno per un motivo diverso.

Innanzitutto le malattie, che aumentano con l’aumentare del numero di sfollati nel campo, il furto di medicinali e la loro indisponibilità.

La scarsità d’acqua e la mancanza di servizi igienici sono un vero disastro, perché sono il terreno fertile per le malattie.

Gli insetti, ovviamente, le mosche, i parassiti dei denti e alcuni che non pungono, e gli insetti che si attivano di notte, questa è una storia a sé stante, e ce ne sono di tutti i colori e dimensioni.

Le zanzare non sono normali e con la pioggia sono comparse nuove specie.

Con l'aumento della pioggia ci arriveranno animali e malattie più gravi  e un passo più duro.

Stiamo affogando nel fango delle malattie, della povertà e della scarsità.

E l'unico raggio di luce è che, grazie a Dio, non ho approfittato di nessuna istituzione e non ho alcun legame con nessun ladro di aiuti.

Grazie a Dio per la prova di pazienza che stiamo affrontando.

Grazie a Dio che non ci ha abbandonati, che è stato gentile con noi in ogni momento e che oggi ci ha salvati dalla morte.

Grazie a Dio, Signore dei mondi.

 

Centinaia di migliaia di famiglie a Gaza vivono senza un tetto sopra la testa; le loro abitazioni sono tende lacerate e logore.

#A Gaza non ci sono medicinali, né gratuiti né in farmacia, e se disponibili sono costosissimi.

#Continueremo a parlare e a raccontarvi di Gaza ogni giorno, ogni minuto, ogni ora, anche se non trovassi nessuno che ne parli oltre a me.

Di un milione di gazawi che non trovano riparo, di un milione di gazawi che non trovano né un sorso d'acqua né un boccone da mangiare.

Di una tragedia che li ha colpiti, che ha cambiato le loro vite e le ha rese distrutte, disperse, vaganti senza meta (Gaza) Ne parlate molto e non dimenticatela, perché ci sono ancora persone sotto le macerie e testimoni, sconosciuti, mutilati senza cure, affamati, poveri, orfani e sopravvissuti soli, abbandonati da tutti.  Gaza continua a sanguinare, oppressa e affranta>>.

 

Dai racconti che raccogliamo sul campo, vivere a Gaza significa poter morire in qualsiasi momento. Ma se indossi un’uniforme della polizia, allora è quasi una sentenza. Sono decine gli agenti uccisi a Gaza dai missili israeliani a partire dalla firma degli accordi di cessate il fuoco dello scorso ottobre. Di questi, ben 18 sono stati uccisi nell’ultima settimana in un solo giorno, il 24 aprile, sebbene le fonti ufficiali dicono fossero “soltanto” 11. E che fanno questi ragazzi, per essere colpiti in maniera barbara e vile? Scortano i convogli di aiuti per prevenire saccheggi, per esempio. O semplicemente sorvegliano che i malintenzionati, di qualsiasi rango e provenienza, non si diffondano tra la popolazione. Sono un perno importante della tenuta sociale. Si stima siano 10.000 agenti tuttora in forza all’intero della Striscia. E sono diventati il bersaglio preferito di Israele.

 

<<Giornata sanguinosa nella Striscia di Gaza: oggi le forze dell'esercito israeliano hanno compiuto dei massacri contro membri della polizia palestinese. I bombardamenti sono iniziati nel quartiere di Al-Nasr con un attacco contro un posto di blocco della polizia; pochi minuti dopo, un altro bombardamento ha colpito un altro veicolo della polizia nella zona di Al-Sheikh, vicino al mercato; se non fosse stato per l'intervento provvidenziale di Dio, si sarebbe trattato di un vero e proprio massacro.

E ora, a un'ora dal bombardamento, un veicolo e un posto di blocco della polizia sono stati colpiti a Khan Yunis, nella zona di Al-Mousi: altri cinque sono stati uccisi. Da questa mattina, 18 membri delle forze di polizia sono stati uccisi a causa dei bombardamenti israeliani>>.

 

Uno studio della rivista The Lancet del mese di aprile 2026, conclude con la stima delle morti dirette e indirette dall’inizio del conflitto nell’ottobre 2023 ad oggi: 75.200 morti violente e 16.300 morti indirette. La nostra ipotesi contenuta nella scorsa puntata portava ad una cifra di 170.000 morte indirette, quindi 10 volte di più di quanto stimato dalla rivista Lancet, certamente più autorevole. Nemmeno d’altro canto, vogliamo ingigantire i numeri per spirito di causa, ma rimaniamo convinti che cifre ben più alte possano nascondersi tra la realtà di Gaza e che comunque il rischio di epidemie e crolli psico-fisici è sotto gli occhi di tutti. Almeno di chi ancora ha occhi per Gaza.

 

<<La decisione è quella di ucciderci, non di sfollarci. Nei prossimi cinque anni morirà metà della popolazione della Striscia di Gaza. Fame... sistema immunitario gravemente compromesso... acqua non potabile... Gravi malattie cutanee e polmonari... mancanza di cure... insetti, roditori, pidocchi, pulci, cimici e zanzare... feti malformati... cibo in scatola... problemi alla vista... infezioni che si diffondono rapidamente... cumuli di spazzatura per le strade... mancanza di igiene... ecc.  

Oggi ho visto un bambino con così tante cimici sul corpo  che il sangue gli colava dal petto e dalle gambe come se fossero ferite da coltello>>.

 

A Gaza la gente è senza cibo, senza medicine. Solo un quarto dei camion di aiuti previsti dagli accordi sono entrati a Gaza dall’ottobre scorso a oggi.

In compenso, se vivi a Gaza, potrebbe succederti che ti caschi in testa un drone carico di hashish. Lì per lì, forse non esattamente la mercanzia più richiesta.

E’ ciò che è successo nei giorni scorsi. 

In realtà già lo scorso dicembre il  Consiglio tribale e clanico palestinese aveva già denunciato come Israele introducesse narcotici all’intero della Striscia tramite l’utilizzo di droni.

Il contrabbando però pare essersi intensificato grazie al lavoro sul campo delle milizie palestinesi sostenute da Israele, collocate oltre la linea gialla, nella parte di Striscia controllata appunto da alle forze israeliane. 

Oltre ad hashish e marijuana, la droga più recapitata è il Tramadol, un potente analgesico oppioide sintetico.

Però c’è un dettaglio ancora più inquietante. La droga sarebbe la ricompensa per gli informatori. Palestinesi all’interno delle zone controllate da Hamas che ricevono droni carichi di droga come ricompensa per le informazioni che hanno passato al nemico.

Anche questo è un buon motivo per colpire la polizia palestinese: più droga circola, più informatori si fanno.

 

<<“Il drone della droga”… Una tecnica israeliana per gestire gli informatori all’interno di Gaza.

In un grave incidente che svela un aspetto nascosto degli strumenti di guerra non convenzionali, un drone appartenente all’occupazione israeliana è precipitato poco fa nella zona di Al-Nuseirat, nel cuore della Striscia di Gaza, a causa di un guasto tecnico mentre svolgeva una missione sospetta.

Secondo fonti sul campo e testimonianze dei residenti, il velivolo  trasportava  droga (hashish) 

e somme di denaro, probabilmente destinate a informatori e collaboratori all’interno del settore

La cosa sorprendente dell’incidente è che un certo numero di residenti si è affrettato a segnalarlo e a consegnarlo.

Un metodo sistematico per infiltrarsi nella società: l'uso da parte dell'occupazione dei droni come mezzo sicuro e veloce per trasportare denaro e materiali proibiti a elementi a lei legati all'interno di Gaza, lontano dai controlli tradizionali.

Si ricorda che è precipitato nel terreno dell'Al-Mufti nel campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza>>.

 

Lo scorso 25 aprile 2026 si è votato in Palestina e si è votato anche all’intero della Striscia: a Dei al-Balah. L’affluenza è stata bassa: 23%. Ha vinto una lista civica legata al partito Fatah che ha conquistato 6 seggi su 15 nel consiglio comunale. La lista di Hamas ne ha conquistati solo 2. L’Onu avrebbe espresso parere favorevole sulle consultazioni. 

Tuttavia è stata la popolazione palestinese autoctona a votare maggiormente, mentre per i profughi del 1948 e per i nuovi sfollati della guerra in corso dispersi nelle tendopoli di tutta la Striscia, recarsi alle urne è stato di fatto impossibile.

 

<<Si sono tenute le elezioni comunali in Palestina, nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, e abbiamo voluto che si tenessero anche a Gaza, pur se limitate a un unico distretto, quello di Deir al-Balah, e all’interno delle tende dei profughi, a conferma dell’unità del territorio palestinese e del diritto dei palestinesi a vivere e rimanere qui; respingiamo ogni progetto di sfollamento. I palestinesi della Striscia di Gaza, provenienti dalla città di Deir al-Balah, hanno partecipato al processo elettorale e speravamo che questo riguardasse tutti i territori palestinesi, ma la guerra di sterminio lo ha impedito. Al processo elettorale hanno partecipato città e villaggi della Cisgiordania e speriamo che la guerra di sterminio finisca, che la vita torni alla normalità e che noi torniamo ad essere un popolo che esercita i propri diritti in piena libertà>>.

 

 

Per le donazioni alla campagna “Apocalisse Gaza”: 

 

https://paypal.me/apocalissegaza

 

oppure

 

Conto corrente temporaneo per le donazioni: 

SANDALIA ONLUS ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SOLI

IBAN: IT 79 J 01015 86510 000065016676

BIC: BPMOIT22 XXX

Causale: Apocalisse Gaza

 

YouTube:

/@RadioGazaInProgress

 

Facebook:

/RadioGazaAD

 

 

 

Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Il suo film “L'Urlo" è stato oggetto di una censura senza precedenti in Italia.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia di Francesco Santoianni La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente di Giuseppe Giannini La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti