Kirchner: "Si sta tentando di mentire su Amia"
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Si sta tentando di deviare, mentire, coprire, confondere e non chiarire quello che è successo nell'attentato alla sede del centro ebraico (Amia) in Argentina nel 1994 che causò la morte di 85 persone e di oltre 300 feriti. Ne è convinta la presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, la quale ha scritto sul suo profilo Facebook, esprimendo il suo rammarico per la morte del procuratore Alberto Nisman e sollevando diverse domande sulle indagini relative ad Amia.
"Per il suicidio dell'avvocato incaricato del caso Amia, Alberto Nisman, non c'è solo stupore e interrogativi, ma anche una storia troppo lunga, troppo pesante, troppo dura, e soprattutto, molto squallida. La tragedia del più grande attacco terroristico avvenuto in Argentina", ha detto la presidente.
Nisman è stato trovato morto, domenica scorsa, con un colpo alla testa nel bagno del suo appartamento a Puerto Madera. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di suicidio. Ricordiamo che secondo l'accusa di Nisman, giunta nel 2006, l'Argentina era stata presa di mira dall'Iran dopo la decisione di Buenos Aires di sospendere il contratto sull'energia nucleare. Successivamente Nisman aveva accusato la presidente di aver segretamente negoziato con l'Iran.
Il Ministero degli Affari Esteri dell'Argentina ha respinto la denuncia presentata dal procuratore contro la presidente e altri funzionari nazionali accusati di coprire l'Iran nell'attacco alla sede dell' Asociación Mutual Israelita Argentina.
Nel suo intervento nella 69^ assemblea generale delle Nazioni Unite, la presidente argentina, nel settembre scorso, ha affermato che "il governo guidato dal presidente Kirchner (suo marito) è stato quello che di più ha approfondito il caso e che ha cercato i veri responsabili, non solo perché ha aperto tutti gli archivi dell'intelligence, non solo perché ha creato un'unità speciale di investigazione, ma anche perché, quando nel 2006 la Giustizia ha accusato i cittadini iraniani di essere coinvolti, è stato l'unico presidente, e poi anche io, che ha osato chiedere alla repubblica islamica dell'Iran di collaborare e di pagare la cooperazione nell'investigazione". Nel gennaio del 2013 Teheran e Buenos Aires hanno firmato un accordo per far avanzare la causa giudiziale in tribunale.
Nel suo discorso Fernandez de Kirchner ha chiesto: "Che cosa è successo quando abbiamo firmato il memorandum? Bene, si sono scatenati demoni interni ed esterni. Le istituzioni di origine ebraica, che ci hanno accompagnato tutti gli anni, improvvisamente si sono rivoltati contro ogni anno che ci avevano accompagnato qui per richiedere la cooperazione. Quando decidiamo di cooperare attraverso questo strumento, veniamo accusati di complicità con lo Stato iraniano. "
In diverse occasioni, la Repubblica islamica dell'Iran ha avvertito le autorità argentine, che accusando i cittadini iraniani di responsabilità nell'attacco ad Amia, si cercherebbe di nascondere la vera identità degli autori e secondo il ministero degli Esteri iraniano, Tel Aviv conoscerebbe l'identità degli assassini. Intanto El espia digital pubblica un'analisi, a firma di Juan Gabriel Labakè, sui legami tra il procuratore Nisman con il sionismo e con una lobby politica pro-Israele negli Stati Uniti. Secondo le accuse rivolte a Nishman Israele, il Dipartimento di Stato, i servizi segreti (CIA e Mossad) e le cupole del sionismo (Amia e Daia), avrebbero dato tutto il materiale per accusare l'Iran e isolarlo. Anche Wikileaks aveva denunciato i troppi frequenti incontri dell'avvocato con l'ambasciata americana in Argentina.

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