La CIA attribuisce gli attacchi di Parigi alle rivelazioni di Snowden
Gli attentati di Parigi hanno portato alti funzionari della CIA e persino un candidato alla presidenza degli Stati Uniti ad incolpare per il fallimento dell' intelligence per contrastare gli attacchi terroristici alla "divulgazione non autorizzata di informazioni riservate" da parte di Edward Snowden.
Alla domanda su come le maggiori agenzie di intelligence del mondo non abbiano prevenuto i terribili attentati di Parigi, il direttore della CIA, John Brennan, ha dichiarato che con "la divulgazione non autorizzata" di informazioni da parte di Snowden, è diventato "molto più difficile" individuare i terroristi.
"A causa di una serie di divulgazioni non autorizzati [...] dovute ad alcune azioni legali e politiche hanno reso la nostra capacità di trovare questi terroristi molto più difficile," ha spiegato il funzionario citato dal Daily Mail.
L'ex governatore della Florida e candidato repubblicano per la presidenza degli Stati Uniti, Jeb Bush, ha fatto appello affinché vengano ripristinate le capacità del NSA di monitorare registrazioni telefoniche e di Internet, che il Congresso ha limitato in seguito alla protesta pubblica contro la sorveglianza del governo.
Nel frattempo, l'ex direttore della CIA James Woolsey è stato più enfatico nell'affermare che Snowden ha "mani sporche di sangue", perché le fughe di notizie hanno dato le informazioni terroristi su come essere rintracciati, portando a cambiare il loro comportamento.
A questo odioso gioco dello "scaricabarile Snowden" si è unito il sindaco di Londra Boris Johnson, sottolineando che l'ex dipendente della CIA ha efficacemente insegnato ai terroristi "come evitare di essere catturati".
Tuttavia, la comunità internazionale, rappresentata, ad esempio, da giornalista Glenn Greenwald ha offerto un forte contrappeso al questo "gioco", spiegando nel suo articolo sul sito 'The Intercept' che i terroristi sapevano che le loro comunicazioni venivano monitorati molto prima delle rivelazioni di Snowden. "In che modo i molteplici autori degli attacchi ben coordinati, perpetrati prima delle rivelazioni di Snowden a giugno 2013, a nascondere le loro comunicazioni senza essere scoperti?". È la domanda che si pone Greenwald.
Secondo il giornalista, il compito delle rivelazioni di Snowden è stato quello di dimostrare che la NSA e i suoi alleati "stavano raccogliendo le comunicazioni e le attività di tutti gli altri Internet", e non dei terroristi.

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