«La Colombia non è un paese, ma una fossa comune con inno nazionale»

4709
«La Colombia non è un paese, ma una fossa comune con inno nazionale»

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Fabrizio Verde
 

C’è un paese In America Latina dove si susseguono senza soluzione di continuità gli assassinii di leader comunitari e difensori dei diritti umani. Gli omicidi selettivi vengono compiuti da gruppi paramilitari e finanche dalle forze di sicurezza. 

 

Un paese dove la cosiddetta democrazia liberale è soltanto un simulacro sbiadito. Un paese dove la libertà di stampa non è rispettata. Dove il popolo è costretto a languire nella fame più nera, sommerso dalla povertà e praticamente nessuna protezione sociale. 

 

Lo sappiamo, tutti, come per un riflesso condizionato la vostra mente sarà corsa ad immaginare il Venezuela come il paese in questione. D’altronde anni su anni di propaganda a reti unificate contro la Rivoluzione Bolivariana aveva questo obiettivo. Screditare agli occhi dell’opinione pubblica il Venezuela per meglio coprire gli abomini che quotidianamente avvengono nella vicina Colombia. Nell’indifferenza generale. La Colombia è un alleato di ferro di USA e Israele, quindi non bisogna disturbare il manovratore.

 

Le organizzazioni politiche e sociali in Colombia provano in tutti i modi a far sentire forte la propria voce di protesta una settimana dopo il vile assassinio di Javier Ordóñez, colpito alla testa. 

 

Con lo slogan #ColombiaEnAlertaRoja sfilano e denunciano che nelle ultime ore, inoltre, nuove minacce di morte contro i difensori dei diritti umanisono giunte dai gruppi di estrema destra, coccolati e protetti dal governo di Bogotà. 

 

Lo scorso 8 di settembre, la polizia colombiana a Bogotá ha ucciso Javier Ordóñez, un avvocato di 46 anni, con una pistola taser.

 

Il giorno successivo nel Paese della capitale colombiana si è generata un'ondata di forti proteste che si sono poi estese ad altre città come Cali, Medellín, Popayán, Pereira e Manizales. Le proteste hanno fatto segnare un tragico bilancio: 15 morti sul selciato a causa della feroce repressione praticata dalle forze di sicurezza. 

 

I video circolati sui social network mostrano il momento in cui gli agenti di polizia bloccano Ordóñez mettendogli le ginocchia sul collo, e per almeno due minuti lo hanno bersagliato con scosse elettriche tramite la pistola, colpendolo brutalmente al capo.

 

Ordóñez è morto all'interno di una sede del CAI e, secondo le autopsie preliminari, aveva ricevuto colpi alla testa che hanno provocato almeno nove fratture craniche.

 

La vittima, padre di due bambini di 11 e 15 anni, è deceduta in ospedale a causa dei colpi e delle ferite che gli hanno inflitto le forze dell'ordine quando era già detenuto per aver contravvenuto alle misure contro il coronavirus.

 

Come recita un cartello portato in piazza dai manifestanti: la Colombia non è un paese ma un’immensa fossa comune. La stessa dove è stata seppellita la credibilità dei media mainstream che sfornano fake news di continuo sul Venezuela nel goffo tentativo di occultare i crimini che avvengono nella vicina Colombia. 

 

‘El mundo al revés’, come scriveva il grande Eduardo Galeano. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo? di Paolo Desogus Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo?

Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo?

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma di Antonio Di Siena Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti