La decretazione d'urgenza per rafforzare ideologia securitaria e stato penale

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La decretazione d'urgenza per rafforzare ideologia securitaria e  stato penale

 

di Federico Giusti
 
Dopo mesi di proclami il Governo ha assunto la iniziativa sottraendo al Parlamento la discussione sul Decreto sicurezza la cui prima versione era già stata approvata, nel Settembre scorso, alla Camera.
 
Il Governo ha emanato un Decreto Legge per recepire e approvare in fretta e furia tutti i contenuti del Disegno di legge con il solito abuso della decretazione d’urgenza in materia penale.
 
Non ci sono ragioni plausibili per approvare (urgentemente) un pacchetto di norme che va per altro ad aggravare, in una logica securitaria e repressiva, quanto già approvato negli ultimi anni attraverso gli innumerevoli pacchetti sicurezza.
 
L'intervento legislativo del Governo Meloni è ingiustificato perchè non esiste alcuna urgenza che possa motivare questa iniziativa che va a ratificare un insieme di norme da un anno, o quasi, oggetto di svariate critiche da parte di ampi settori della Magistratura, di legali, di attivisti democratici e realtà associative , sindacali e politiche. La decretazione d'urgenza per altro sottrae la norma dalla discussione in Parlamento, per evitare approfondimenti critici e obiezioni di sorta anche sotto il profilo della Legittimità costituzionale.
 
Il Governo è corso ai ripari cercando di salvare buona parte delle norme di questo Pacchetto introducendo nuove ipotesi di reato che prevedono anni di carcere e aumenti di pena, con relative aggravanti, giuridicamente ingiustificabili.
 
Siamo davanti alla ulteriore criminalizzazione della marginalità e del dissenso, si allontano le misure alternative alla pena gettando le basi per inasprire le condizioni detentive anche attraverso la costruzione di nuovi istituti di pena
 
Aggravanti, nuovi reati pensati ad arte per porre fine ai principi di proporzionalità e ragionevolezza della pena  con la nascita di nuovi reati che andranno ad acuire il già diffuso sovraffollamento degli istituti di pena dove ormai non si contano suicidi e fenomeni di autolesionismo.
 
La scelta di sottrarre al Parlamento la iniziativa legislativa era da tempo nell'aria, bastava guardare alle paginate sulla stampa di destra, alle trasmissioni tv che ogni giorno trasmettono il fuorviante messaggio di città ostaggio della criminalità e della violenza proprio per giustificare un decreto legge che realizzi un insieme di norme ad uso e consumo di processi repressivi e securitari che colpiranno occupanti di casa, lavoratori, attivisti ambientali e contro la guerra. 
 
Il decreto legge  Governativo assorbe quindi il ddl Sicurezza sottraendo alcuni articoli sulla cui incostituzionalità in tanti si erano espressi con dovizia di particolare, resta invece invariato l'impianto.
 
Il testo, appena pubblicato sarà convertito in Legge dopo due mesi e non sarà possibile  alcun intervento correttivo del Parlamento, assai pericoloso accrescere le pene per reati di piazza e potenziare il potere delle forze di polizia e dei servizi segreti, seppellire con anni di carcere chi protesta contro la realizzazione di  grandi opere pubbliche legate al trasporto, alle telecomunicazioni, all’energia o altri servizi, in sostanza nulla cambia rispetto al testo iniziale
 
Forse il cambiamento maggiore è legato alle donne incinte e con figli di meno di un anno per le quali il ddl rendeva obbligatoria la detenzione in carcere che si trasforma in detenzione negli istituti di custodia.
 
Mentre si costruisce un'Europa e un'economia di guerra, all'interno del nostro paese il conflitto sociale viene trasformato in motivo di ordine pubblico, in questa ottica il Governo brucia le tappe e si muove velocemente nella costruzione di un futuro repressivo e dispotico.

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