La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente
di Giuseppe Giannini
La Global Sumud Flotilla è il movimento internazionale che, attraverso le imbarcazioni, cerca di portare con la sua presenza, e pur con tutti i rischi, la propria solidarietà alle popolazioni bisognose. Essa rappresenta, in parte, quel poco che rimane dello spirito cooperativo e di pace fra i popoli e i governi, al di fuori degli impegni delle nazioni, di accordi o convenzioni, a maggior ragione in un contesto storico "particolare" come questo, attraversato dalla violenza quale significato irrazionale della politica. Palestina, Cuba, e ancora Palestina, nonostante i pericoli (gli abusi del governo israeliano e l'assenza di osservatori internazionali, la possibile invasione americana dello Stato caraibico).
La recente missione in corso in Palestina vuole fare luce sulla situazione drammatica in cui versa quella popolazione, ammassata nelle tende e in condizioni igienico-sanitarie preoccupanti. Oltre alla indigenza è alto il rischio di diffusione di malattie e virus. Purtroppo, i crimini ed i morti a Gaza e in Cisgiordania, e nel resto del Medio Oriente, soprattutto a causa della guerra portata avanti da americani ed israeliani, sono all'ordine del giorno.
Mentre la comunità internazionale, salvo rare eccezioni (vedi la Spagna che ha congelato i suoi rapporti con lo Stato ebraico), risulta incapace di prendere le distanze dal disegno imperialistico e di sanzionare adeguatamente i carnefici, c'è una partecipazione transnazionale globale che non smette di indignarsi e non vuole adeguarsi al silenzio colpevole dinnanzi al genocidio e alle guerre destabilizzatrici. Invece, per lo Stato criminale di Israele, come sempre, coloro che criticano o pretendono il rispetto del diritto internazionale sono antisemiti.
Alla Flotilla spetta l'accusa di essere la fiancheggiatrice di Hamas. E' quanto detto, ad ottobre, dopo il primo sequestro delle imbarcazioni, dal ministro razzista Ben Gvir. Anche in questa occasione viene ripetuta la formula secondo cui siamo di fronte ad una manifestazione a sostegno di Hamas. Non hanno nemmeno un po' di fantasia per giustificare i soliti e vili attacchi a chi (equipaggio fatto mettere a quattro zampe, le provocazioni e le minacce, gli arresti), a differenza dei vari Paesi, porta il proprio sostegno ai rifugiati fatto di aiuti e solidarietà.
Il governo italiano negli ultimi tempi, dopo le offese alla cristianità e le bombe sul Libano, dove avvengono gli stessi crimini di guerra, fra cui l'uccisione di giornalisti e i saccheggi nelle abitazioni ad opera dei militari, ha alzato la voce ma dall'altra parte non ci sentono. Il tipico modus operandi dei coloni, che sono un tutt'uno con il governo di Netanyahu, e che sanno di poter agire impunemente. Se i coloni danno fuoco agli ulivi e alle proprietà palestinesi, sottragono il bestiame, sparano ai residenti e minacciano sessualmente donne, uomini e bambini, coperti dai militari, altrove è lo stesso esercito che fa razzia.
I "democratici" occidentali hanno permesso tutto ciò. Il massacro di civili innocenti, le guerre per procura e la violazione della sovranità altrui. Adesso c'è chi finge di svegliarsi, chiedendo di osservare il diritto internazionale e di trattare con rispetto e dignità il personale sequestrato. Come se fino a questo momento ogni intervento armato sia stato legittimato dalle leggi e avvenuto con proporzione. Nessuna necessità ha imposto lo spargimento di sangue innocente, perchè è una guerra terroristica che Israele pratica dalla Palestina all'Iran.
L'esecutivo italiano, al pari degli altri Stati europei, in questi anni ha offerto supporto logistico, militare, commerciale e diplomatico ai responsabili del genocidio. Sono gli stessi pronti ad approvare pacchetti di sanzioni contro la Russia e a mettere a disposizione le basi militari per i disegni imperialistici. Talmente sudditi da equiparare la pronuncia di antisionismo all'antisemitismo. Sembrano succursali sioniste che sguinzagliano pennivendoli per diffondere la propaganda suprematista. Depositari di un racconto per il quale anche nel caso del dolore pare che Israele abbia l'esclusiva (le dichiarazioni di diversi esponenti del mondo ebraico e di Liliana Segre secondo cui non si può paragonare il genocidio attuale all'unicità delle sofferenze israeliane, perchè parlarne vorrebbe dire allontare la memoria dall'Olocausto).
Insomma, i governi occidentali fino a un anno fa censuravano, impedivano iniziative e discussioni, vietavano le dimostrazioni, e usavano la forza del manganello e gli arresti arbitrari. Poi, è successo che, quando le manifestazioni oceaniche di protesta in tutto il mondo sono diventate così diffuse e presenti sulla rete, allora anche i media tradizionali non hanno potuto ignorale. La viralità, anche in Italia, ha smosso la coscienza civile. Nel frattempo, gli abusi dei militari israeliani verso i protagonisti del primo viaggio della Flotilla ha attenzionato le procure di diversi Paesi. Sono stati aperti fascicoli dove depositare le testimonianze ed inoltrate richieste di rogatorie per accertare i trattamenti degradanti e le torture subite dai dimostranti.
Oggi, ancora una volta, il tutto si svolge in acque internazionali, dove dovrebbe essere libero transitare. E, ciò che accade nelle acque territoriali presso Gaza (appartenenti allo Stato Palestinese), viene limitato dai sionisti, che esercitano una sovranità illegittima. Tutto grazie all'implicito consenso degli occidentali, che dopo aver permesso ottant'anni di colonialismo e violenze adesso sono abitutati ad ogni sorta di abuso. Per questi fanatici esaltati sono tutti potenziali estremisti, anche i migliaia di bambini, violentati nel corpo e nella psiche, che ogni giorno, da troppi anni, vedono sangue e morte. "Definisci bambino" direbbe l'amico della Brigata ebraica, chissà cosa ne pensa l'ex deputato del Pd Emanuele Fiano.

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