La lezione di Marandi a Morgan su donne, velo e ipocrisia occidentale

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La lezione di Marandi a Morgan su donne, velo e ipocrisia occidentale

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Nel settembre del 2025, un confronto acceso nello studio di Piers Morgan è diventato virale, offrendo spunti di riflessione che vanno ben oltre lo scontro dialettico. Il giornalista britannico, noto per il suo stile provocatorio e per essere su posizioni filoccidentali, ha cercato di mettere alle strette il professor Mohammad Marandi, accademico iraniano, sul tema dei diritti delle donne e dell’imposizione del velo. L'esito, però, non è stato quello previsto.

Morgan ha attaccato con la classica accusa rivolta alle società islamiche: "Lei detta come dovrebbero comportarsi le donne". Una frase pensata per inchiodare l'ospite, che si è trasformata nella miccia per una replica che molti hanno definito una "lezione magistrale" di contro-analisi culturale.

La risposta di Marandi è stata lapidaria e diretta, spostando abilmente il focus dall’accusa alla difesa: "In Occidente, voi oggettificate le donne, le mercificate e le sessualizzate". Con questa frase, il professore ha ribaltato la prospettiva, portando il dibattito sul terreno del cosiddetto "doppio standard". La sua denuncia è la precisa denuncia di una struttura culturale: da un lato, una predicazione di libertà individuale che, nel suo dispiegarsi commerciale e mediatico, finisce spesso per ridurre il corpo della donna a merce; dall'altro, l'idea che la modestia nell'abbigliamento, simboleggiata dal velo, possa rappresentare una forma di tutela e dignità.

 
 
 
 
 
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Il punto sollevato da Marandi è radicale e tocca il nervo scoperto del dibattito femminista contemporaneo: la "libertà" occidentale è davvero tale se si traduce in una pressione estetica costante e in una sessualizzazione pervasiva? L’accademico iraniano ha contrapposto a questo modello un'idea di "protezione" e "onore" che, nella sua visione, l'Islam prescriverebbe per le donne. Una contrapposizione, quella tra libertà di esibirsi e diritto alla non-oggettificazione, che raramente trova spazio nei talk show mainstream.

Il video, che è tornato virale sui social in queste ore, non è solo un frammento di scontro televisivo. È diventato il simbolo di uno scontro di civiltà raccontato da una prospettiva diversa: quella di chi, dall’altra parte, rivendica la possibilità di definire la propria modernità e la propria idea di emancipazione femminile senza per forza aderire ai canoni occidentali, smascherandone al contempo le contraddizioni.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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