La pericolosa deriva della Casa Bianca

326
La pericolosa deriva della Casa Bianca

La tensione tra Donald Trump e l’Iran ha raggiunto livelli estremi, con lo Stretto di Hormuz trasformato in epicentro di una crisi che rischia di avere conseguenze globali. Il presidente statunitense ha imposto un ultimatum preciso a Teheran, fissando una scadenza per la riapertura del passaggio strategico, accompagnata da minacce dirette e senza precedenti. In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha evocato scenari apocalittici, affermando che “un’intera civiltà morirà questa notte”. Una dichiarazione che ha immediatamente sollevato allarme internazionale, non solo per il contenuto, ma per il linguaggio utilizzato, definito da molti fuori da ogni standard diplomatico.

All’ONU, l’ambasciatore iraniano Amir-Saeid Iravani ha condannato duramente queste parole, giudicandole “profondamente irresponsabili” e incompatibili con il ruolo di un leader globale incaricato di mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Teheran ha ribadito la propria posizione: nessuna apertura sotto minaccia e rifiuto di qualsiasi cessate il fuoco temporaneo che possa favorire ulteriori attacchi. Sul piano militare, la crisi si inserisce in un contesto già segnato da settimane di bombardamenti statunitensi e israeliani contro infrastrutture iraniane, tra cui reti energetiche, ponti, ospedali e scuole.

La gestione iraniana dello Stretto di Hormuz - risposta sovrana a queste azioni - è stata trasformata da Washington in pretesto per un’ulteriore escalation. Le minacce di colpire centrali elettriche e infrastrutture civili pongono questioni gravissime anche sul piano del diritto internazionale: senza elettricità non c’è acqua, né assistenza sanitaria, né sopravvivenza per milioni di persone. Non si tratta solo di strategia militare, ma di un impatto diretto sulla vita civile. Negli stessi Stati Uniti, la retorica di Trump ha suscitato reazioni forti e trasversali, segno di una crescente inquietudine interna di fronte a una possibile deriva incontrollabile. Il punto cruciale, però, è politico. La crisi attuale appare sempre più come il risultato di una guerra scatenata e alimentata da Washington insieme a Israele, in cui la pressione militare e mediatica sostituisce ogni logica diplomatica.

In questo quadro, le dichiarazioni del presidente non sono un incidente, ma l’espressione più evidente di una linea aggressiva e irresponsabile. Il finale di questa escalation resta incerto. Ma una cosa è chiara: quando la minaccia della distruzione di un’intera civiltà viene pronunciata con leggerezza e trasformata in messaggio politico, la responsabilità non può essere diluita. Ricade su chi quella guerra la minaccia, la giustifica e la porta avanti.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

AI e CEO-Monarca: il nuovo piano politico delle Big Tech di Alessandro Bartoloni AI e CEO-Monarca: il nuovo piano politico delle Big Tech

AI e CEO-Monarca: il nuovo piano politico delle Big Tech

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa di Giuseppe Masala L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

La “Volksschädlingsverordnung”: il nazismo legalizzato di Israele di Michelangelo Severgnini La “Volksschädlingsverordnung”: il nazismo legalizzato di Israele

La “Volksschädlingsverordnung”: il nazismo legalizzato di Israele

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti