"La sudditanza psicologica dei media" secondo Marcello Foa

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"La sudditanza psicologica dei media" secondo Marcello Foa

 
Intervenendo al Convegno di studi “l'Italia può farcela?”, Marcello Foa parla dei meccanismi di condizionamento sono raramente intellegibili. In tal senso, spiega il giornalista, si può parlare di “subordinazione culturale” o, per usare un termine calcistico, di “sudditanza psicologica” dei media nel mondo dell'informazione di oggi. 
 
“Noi giornalisti siamo animali sociali in cui ci sono delle regole precise”, spiega Foa. Come in altri settori lavorativi, il giornalista sa fino a che punto può portare il sistema. Un conto è esprimere la propria opinione con una chiacchiera ad un amico o ufficio e un'altra cosa è il condizionamento: “la mia esperienza insegna che la disinvoltura può avvenire solo in una fase giovanile, ma poi sai che per far carriera dovrai seguire dei codici stabiliti con la politica, con l'industria industria, con i poteri sovranazionali”. Se sei ambizioso e vuoi far carriera ti adatti, altrimenti resti un pensatore libero. Oggi il codice a cui adattarsi è l'Eurosistema.
 
Sulla Stampa c'è una forte dialettica, con critiche anche forti ma in uno schema logico predefinito. “Possono essere duro alla sinistra, perché ho le spalle coperte a destra”, spiega Foa. Ma se oggi voglio spiegare la crisi dell'euro o come si può governare l'Italia, se voglio spiegare che cosa sia la Bce, il FMI, la Troika, devo uscire da questi schemi con analisi molto coraggiose, anteponendo il dovere di informazione a qualunque profilo di carriera. Questo non accade, perché uscire dallo schema viene tenuto con imbarazzo dai direttori perché si toccano. “E ci si rifugia nel luogo comune, nei dogmi. E' il problema fondamentale che spiega il conformismo delle dinamiche nei media di oggi”.
 
L'altro aspetto che spiega il conformismo dei comportamenti psicologici collettivi che condizionano le persone. “Faccio spesso queste domande ai miei studenti”, prosegue Foa: “Quanti di voi hanno votato?”, e quasi tutte le mani si alzano con forza?”. E poi: “Quanti di voi hanno votato con forza?”, le mani sempre su. Infine: “Quanti di voi hanno ragionato sul programma?”. In quel caso le poche mani. Che scelta è stata? Razionale, no certamente, ma empatia con i leader, senso di appartenenza, conformismo. Queste dinamiche spiegano anche l'informazione. E questo aspetto viene sottovalutato da tutti, ma chi sa usare queste tecniche psicologiche sa rafforzare la sua visione del mondo senza poter essere accusato di manipolazione. Se non capisci le dinamiche, non riesci a capire nulla della stampa.

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