L'esercito svizzero mette al bando WhatsApp

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L'esercizio svizzero ha messo al bando WhatsApp. Il servizio americano di messaggistica non deve essere usato per scopi di servizio. Non è sicuro. Dal 2022 dovrà essere usata esclusivamente l'app Threema, in quanto l'azienda che la gestisce ha sede nella Confederazione Elvetica. Non si tratta di un particolare di poco conto. In materia di sicurezza militare gli svizzeri sono intransigenti. WhatsApp, in quanto software americano, sottostà al cosiddetto Cloud Act, una legge USA che permettere alle autorità statunitensi di accedere ai dati (swissinfo.ch).


A fine dicembre 2021 è stata inviata una mail al personale, con informazioni per istruire tutti i comandanti e i capi di stato maggiore su come utilizzare l'app di messaggistica Threema per le comunicazioni professionali, anche con telefoni privati. 


I membri dell'esercito non potranno più inviare foto, sms e messaggi vocali tramite Whatsapp, Telegram o Signal. Nell’esercito la parola d’ordine è: Threema für alle – Threema pour tous – Threema per tutti (tagesanzeiger.ch).


Daniel Reist, Capo della Comunicazione Difesa, ha spiegato che una delle ragioni del passaggio a Threema è legata alla sicurezza e alla protezione dei dati, in quanto Threema è basata in Svizzera e, a differenza di Whatsapp, non è soggetta al "Cloud Act".


Non si tratta di una novità assoluta. Work, la versione commerciale di Threema, è già utilizzata dall'amministrazione federale, esercito compreso. L'estensione in ambito militare riguarderà la versione non commerciale dell’app. I comandanti di compagnia creeranno dei gruppi per i loro militari. L'abbonamento per ogni singola installazione sarà a carico dall'esercito.
RSI – la Radiotelevisione Svizzera di lingua Italiana – scrive che l’esigenza di un maggiore controllo è sorta nel periodo dell’emergenza sanitaria, quando l’esercito è stato direttamente coinvolto nella campagna di contenimento. Durante la prima ondata pandemica, ha detto Daniel Reis, abbiamo notato che per le unità che erano impegnate nei vari ospedali del Paese avevamo bisogno di un mezzo sicuro per le comunicazioni di servizio, e dunque abbiamo optato per Threema (rsi.ch). 


Per le comunicazione di natura privata rimane nella discrezione di ogni militare l’utilizzo di qualsivoglia piattaforma di messaggistica, anche straniera. 


Alessandro Trivilini, esperto di informatica forense e docente presso il Dipartimento Tecnologie Innovative della SUPSI, giudica la scelta dell'Esercito ponderata e corretta. È importante sviluppare tecnologia svizzera con base in Svizzera, rispetto ad app che nascono negli Stati Uniti, dove la gestione della privacy è completamente diversa rispetto alla nostra, e ogni volta bisogna trovare degli accordi spesso difficili per impedire la violazione dei dati (rsi.ch).


Il 29 dicembre, sulla sua pagina ufficiale Facebook (@armee.ch.ita), l’Esercito Svizzero, ha postato quanto segue: Digitale, sicuro e senza pubblicità: i militari possono ora comunicare tra di loro in modo criptato e gratuitamente con Threema. Così le chiamate di servizio sono possibili anche attraverso i telefoni cellulari, ma senza lasciare tracce digitali. 


Una volta tanto, le scelte strategiche occidentali – a maggior ragione se provengono dalla Svizzera – non puntano il dito ad Oriente. E già solo questa è una notizia.

Leo Essen

Leo Essen

Ha studiato all’università di Bologna con Gianfranco Bonola e Manlio Iofrida. È autore di Come si ruba una tesi di laurea (K Inc, 1997) e Quattro racconti al dottor Cacciatutto (Emir, 2000). È tra i fondatori delle riviste Il Gigio e Da Panico. Scrive su Contropiano e L’Antidiplomatico.

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