L'esercito svizzero mette al bando WhatsApp

9876
L'esercito svizzero mette al bando WhatsApp

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

L'esercizio svizzero ha messo al bando WhatsApp. Il servizio americano di messaggistica non deve essere usato per scopi di servizio. Non è sicuro. Dal 2022 dovrà essere usata esclusivamente l'app Threema, in quanto l'azienda che la gestisce ha sede nella Confederazione Elvetica. Non si tratta di un particolare di poco conto. In materia di sicurezza militare gli svizzeri sono intransigenti. WhatsApp, in quanto software americano, sottostà al cosiddetto Cloud Act, una legge USA che permettere alle autorità statunitensi di accedere ai dati (swissinfo.ch).


A fine dicembre 2021 è stata inviata una mail al personale, con informazioni per istruire tutti i comandanti e i capi di stato maggiore su come utilizzare l'app di messaggistica Threema per le comunicazioni professionali, anche con telefoni privati. 


I membri dell'esercito non potranno più inviare foto, sms e messaggi vocali tramite Whatsapp, Telegram o Signal. Nell’esercito la parola d’ordine è: Threema für alle – Threema pour tous – Threema per tutti (tagesanzeiger.ch).


Daniel Reist, Capo della Comunicazione Difesa, ha spiegato che una delle ragioni del passaggio a Threema è legata alla sicurezza e alla protezione dei dati, in quanto Threema è basata in Svizzera e, a differenza di Whatsapp, non è soggetta al "Cloud Act".


Non si tratta di una novità assoluta. Work, la versione commerciale di Threema, è già utilizzata dall'amministrazione federale, esercito compreso. L'estensione in ambito militare riguarderà la versione non commerciale dell’app. I comandanti di compagnia creeranno dei gruppi per i loro militari. L'abbonamento per ogni singola installazione sarà a carico dall'esercito.
RSI – la Radiotelevisione Svizzera di lingua Italiana – scrive che l’esigenza di un maggiore controllo è sorta nel periodo dell’emergenza sanitaria, quando l’esercito è stato direttamente coinvolto nella campagna di contenimento. Durante la prima ondata pandemica, ha detto Daniel Reis, abbiamo notato che per le unità che erano impegnate nei vari ospedali del Paese avevamo bisogno di un mezzo sicuro per le comunicazioni di servizio, e dunque abbiamo optato per Threema (rsi.ch). 


Per le comunicazione di natura privata rimane nella discrezione di ogni militare l’utilizzo di qualsivoglia piattaforma di messaggistica, anche straniera. 


Alessandro Trivilini, esperto di informatica forense e docente presso il Dipartimento Tecnologie Innovative della SUPSI, giudica la scelta dell'Esercito ponderata e corretta. È importante sviluppare tecnologia svizzera con base in Svizzera, rispetto ad app che nascono negli Stati Uniti, dove la gestione della privacy è completamente diversa rispetto alla nostra, e ogni volta bisogna trovare degli accordi spesso difficili per impedire la violazione dei dati (rsi.ch).


Il 29 dicembre, sulla sua pagina ufficiale Facebook (@armee.ch.ita), l’Esercito Svizzero, ha postato quanto segue: Digitale, sicuro e senza pubblicità: i militari possono ora comunicare tra di loro in modo criptato e gratuitamente con Threema. Così le chiamate di servizio sono possibili anche attraverso i telefoni cellulari, ma senza lasciare tracce digitali. 


Una volta tanto, le scelte strategiche occidentali – a maggior ragione se provengono dalla Svizzera – non puntano il dito ad Oriente. E già solo questa è una notizia.

Leo Essen

Leo Essen

Ha studiato all’università di Bologna con Gianfranco Bonola e Manlio Iofrida. È autore di Come si ruba una tesi di laurea (K Inc, 1997) e Quattro racconti al dottor Cacciatutto (Emir, 2000). È tra i fondatori delle riviste Il Gigio e Da Panico. Scrive su Contropiano e L’Antidiplomatico.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti