Sono stati Liberati i 10 militari e poliziotti colombiani, ostaggi da oltre 10 anni delle FARC – Fronte Armato Rivoluzionario della Colombia. Uno dei sequestrati, il sergente dell'esercito Luis Arturo Arcia, nella conferenza stampa tenuta a Bogotà martedì pomeriggio, ha raccontato i momenti difficili del sequestro: “siamo stati incatenati a coppie per circa otto anni, 24 ore su 24. Alcune volte eravamo incatenati per i piedi, altre volte per le mani. Le FARC hanno sempre mantenuto l'idea che nel caso di un riscatto il motto era 'vivi non glieli portiamo'”. Il Presidente Santos ha visitato i 10 militari, attualmenti tenuti sotto osservazione in un centro medico dal momento che alcuni di essi presentato malattie tropicali dovute alla lunga detenzione nella giungla.
Il Governo Colombiano ha espresso soddisfazione per la liberazione ma chiede ulteriori passi in avanti per un dialogo costruttivo e di pace con le FARC. Sarebbero infatto 450 gli ostaggi civili ancora nelle mani dei sequestratori. Molti di essi sarebbero tuttavia morti secondo alcune ONG che da anni monitorano e seguono le vicende dei prigionieri delle FARC. Bogotà rimane presa da un cauto ottimismo sugli sviluppo futuri di un possibile accordo con i ribelli ma le condizioni per creare le basi di dialogo sono molte e riguardano gli ostaggi civili ancora nelle mani dei sequestratori oltre all'impiego di minori nelle milizie delle FARC per non parlare delle aree minate intorno a case di civili che le FARC avrebbero disseminato in questi anni di guerriglia.
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