Lo strabismo dell'Unione Europea sui diritti umani. Il caso Venezuela

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Lo strabismo dell'Unione Europea sui diritti umani. Il caso Venezuela

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di Carlo Amirante

Malgrado l’esistenza di ben due Carte dei diritti umani riconosciute e in pieno vigore, l’Unione Europea, quando si tratta di prendere posizione su due temi fondamentali e strettamente interconnessi quali la democrazia e i diritti umani, conferma sempre più spesso il suo strabismo, o come ha affermato un caustico cabarettista tedesco degli anni ‘20/’30 del Novecento, i membri del parlamento e di altre istituzioni dell’Unione preferiscono “inforcare gli occhiali da … svista!”

Dopo l’ignobile risoluzione del Parlamento Europeo del 19 settembre scorso, che poneva sullo stesso piano il regime nazista e l’Unione Sovietica, fingendo d’ignorare che per fermare l’invasione tedesca, sono morti fra i 22 e i 27 milioni di russi, l’Unione, a cui sembra che vadano bene capi di stato come Orban, Kaczynski, Erdo?an, al-S?s?, sceglie come nemico-"dittatore" il Presidente del Venezuela Maduro, che è così autoritario da tollerare
l’autodesignazione a presidente legittimo del paese un personaggio della statura politica e morale come Guaidó (sic!)

Come se questo non bastasse, l’Unione Europea, che ignora, o finge di ignorare che l’ONU ha affidato ad una Commissione di studiosi di fama internazionale, un’indagine sulla violazione dei diritti umani del popolo venezuelano ad opera del governo nordamericano – Commissione che ha concluso i suoi lavori raccomandando all’ONU di condannare l’America di Trump per grave violazione dei diritti umani – anziché impedire agli Stati Uniti di realizzare sanzioni illegali e prive di ogni fondamento sia etico-politico che giuridico, contro il governo e il popolo venezuelano, ha organizzato una raccolta di fondi per tutti i cittadini venezuelani che intendano abbandonare il proprio paese.

Ciò di cui in pochi probabilmente si son resi conto in Italia - dal momento che la maggior parte delle notizie che arrivano da noi sul Venezuela sono false – è che due giorni fa, nella quotidiana trasmissione Otto e mezzo della Sette, condotta da Lilli Gruber, il Ministro della salute Speranza ha avuto l’ardire di affermare che tra le emergenze Coronavirus più preoccupanti vi è la situazione di tutti i paesi latinoamericani nei quali il virus miete quotidianamente migliaia di vittime.  

Se il bravo giovane è informato sulla situazione del virus nel nostro paese e sulle strategie gli strumenti più idonei ad affrontarlo così come dimostra di esserlo sui paesi latinoamericani, agli italiani per salvarsi, non resta che l’immediato esodo in massa verso altri lidi!

Dai dati ufficiali, facilmente recuperabili in rete, risulta infatti che, mentre in Brasile, dove Bolsonaro, negazionista come il suo amico e mentore Trump, ha fatto passare mesi prima di decidersi ad affrontare la realtà del virus, si piangono più di 41.000 morti, in Venezuela i decessi sono appena 23! Ma il Venezuela è un cattivo paese comunista, e Maduro è un orrendo dittatore che, malgrado le condizioni economiche disastrose di un paese braccato dalle potenze occidentali al servizio di Trump, si è preoccupato di salvaguardare la salute dei suoi cittadini.

La mia proposta è quella di lanciare un’iniziativa di controinformazione verso le istituzioni dell’Unione Europea, contattare qualche giornalista indipendente (ammesso che esista) e soprattutto lanciare una sottoscrizione - coi limiti oggettivi della situazione generale del nostro paese consente - a favore delle famiglie venezuelane che versano in condizioni precarie e talora addirittura disperate per le sanzioni criminali imposte dagli Usa e dalla stessa Unione Europea.
 
 

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