LuxLeaks, lo scandalo che fa tremare Juncker
"Un quadro inquietante dei rapporti tra multinazionali e le autorità del Lussemburgo". E' quanto emerge in un dossier di 28 mila pagine di documenti che inchioderebbero il neo presidente della Commissione Jean Claude Juncker "ad un'emmoragia di fondi sottratta al resto dell'Ue". Lo scandalo impone a tutte le forze d'opposizione (che si considerano tali) alle cosidette larghe intese europee (Partito socialista europeo e Partito popolare europeo) di presentare immediatamente una mozione di sfiducia al nuovo esecutivo di Bruxelles.
Dal Fatto Quotidiano
“Accordi segreti tra le autorità del Lussemburgo e trecento aziende in tutto il mondo, tra cui 31 in Italia, per spostare flussi finanziari enormi pagando tasse minime”. Questa la sintesi del LuxLeaks, lo scandalo emerso da un’inchiesta giornalistica internazionale, pubblicata in 31 Paesi, che sta imbarazzando il neo presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, e con lui tante multinazionali, tra cui giganti come Amazon, Ikea, Deutsche Bank Procter&Gamble, Pepsi e Gazprom.
"Alla base di tutto, 548 ‘ruling’, accordi segreti siglati in Lussemburgo da PriceWaterhouseCoopers (Pwc), una delle ‘big four’ mondiale della consulenza, per garantire la perfetta legalità di centinaia di costruzioni fiscali. Tutto perfettamente legale, ma politicamente pesante come un macigno, visto che il neo presidente della Commissione Ue, Juncker, ha guidato il Lussemburgo per 18 anni. "

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