MILANO, SALAPARISI: I CANDIDATI GEMELLI DEL PUA
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di Giorgio Cremaschi
Da un lato nel centrosinistra il candidato sarà il Sala di Expo, di cui ancora non si hanno i conti chiari. E soprattutto che si è rivelata un affare solo per chi ha avuto appalti in essa. Alla città la fiera inutile non ha lasciato nulla se non delle aree attrezzate che finiranno o nella speculazione o nel degrado.
Dall'altro lato il centro destra, Lega compresa naturalmente, sembra orientato su Parisi ex direttore di Confindustria. Sono candidati intercambiabili e non solo perché vengono dallo stesso ceppo politico. Sala è stato uomo di fiducia nella sindacatura di centrodestra di Letizia Moratti. Parisi è sempre stato molto vicino a Maurizio Sacconi, ministro del lavoro di Berlusconi e ora sostenitore del governo Renzi. Entrambi potrebbero far parte della giunta di Assolombarda e sostenere le stesse posizioni e gli stessi interessi. Entrambi potrebbero essere consiglieri di maggioranza in qualche istituto bancario.
SalaParisi sono la stessa identica cosa, una candidatura che esalta la funzione manageriale del sindaco. Manager per corto e in funzione del partito vero di appartenenza: il PUA, il Partito Unico degli Affari.
C'è solo d'augurarsi che la Milano democratica, che in fondo ancora esiste, sappia respingere questa coppia, il consiglio o e la giunta comunale non dovrebbero essere il board di una società per azioni.

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