Monito degli scienziati: no allo sfruttamento industriale del mare profondo
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Domenica un panel di scienziati è intervenuto al meeting dell’American Association for the Advancement of Science Meeting a Chicago: tema della conferenza l’ecosistema marino, in particolare i rischi collegati allo sfruttamento industriale delle risorse oceaniche.
Senza cooperazione internazionale in tema di sfruttamento dell’oceano profondo, le risorse minerarie ivi presenti subiranno le stesse sorti della pesca e delle operazioni di combustibile offshore, con effetti devastanti. Vasti tratti di fondale marino già sono stati concessi con leasing per ragioni commerciali, ha asserito Lisa Levin, a capo del Center for Marine Biodiversity and Conservation allo Scripps Institution of Oceanography.
Levin sostiene che la crescente domanda di dispostivi come quelli portatili e di batterie per veicoli ibridi sta spingendo le compagnie ad allargare all’oceano le loro operazioni di ricerca di minerali rari, come nickel, cobalto, manganese e rame.
Ci sono domande che devono trovare risposta “prima che l’attività industriale si porti avanti rispetto all’analisi scientifica”, sostiene Linwood Pendleton del Duke University's Nicholas Institute for Environmental Policy Solutions. “Ha più valore ciò che stiamo estraendo o il danno che stiamo arrecando? Esistono delle modalità di estrazione più costose ma allo stesso tempo dall’impatto ecologico più sostenibile? In che modo è possibile rimediare al danno che è già stato fatto al fondo marino attraverso la pesca a strascico, l’inquinamento e altre pratiche?

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