Morales denuncia un'"aggressione" del Cile a 15 Km dalla Bolivia.

"Non posso credere che in Cile ci siano socialisti al governo e oligarchi militaristi al potere. I nostri popoli chiedono solo giustizia"

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Morales denuncia un'"aggressione" del Cile a 15 Km dalla Bolivia.

 
"È possibile installare solo le basi militari a 50 km di confini tra paesi. A 15 km di distanza cosa vuole il Cile?". Lo ha dichiarato il presidente della Bolivia, Evo Morales, criticando fortemente l'installazione della base militare a 15 km dal confine da parte del Cile.  Un'azione considerata "illegale", soprattutto "in tempi di integrazione dei popoli". Nel ricordare il diritto internazionale, Morales ha definito “una minaccia” alla sicurezza del paese e “un atto aggressivo” la dislocazione di basi militari cilene nelle immediate vicinanze del confine con la Bolivia. Lo riporta Telesur.
Scrive la redazione di Contropiano: “I rapporti tra Bolivia e Cile rimangono tesi, soprattutto per l’accesso alle acque del fiume Silala che, nascendo sulle Ande nel dipartimento boliviano di Potosì, prosegue il suo corso in Cile fino a sfociare nel Pacifico. La Paz si attende di poter essere compensata finanziariamente dal Cile per lo sfruttamento delle acque del Silala, utilizzate principalmente nelle miniere di rame cilene nel deserto dell’Atacama. Nel marzo scorso, l’agenzia Prensa Latina aveva scritto che la Bolivia stava preparando una denuncia contro il Cile alla Corte di Giustizia de L’Aia per “l’uso indebito delle sorgenti del Silala, le cui acque sono state deviate dal paese vicino attraverso canali artificiali. In passato, La Paz aveva proposto al Cile di realizzare alcuni studi congiunti per compensare economicamente la Bolivia, ma il meccanismo di consultazione era stato cancellato unilateralmente dal Cile”.
 
Per il Cile si tratta di acque internazionali, per il presidente della Bolivia l'azione del Cile è una “minaccia” alla sicurezza interna del paese.
 
Morales ha poi ribadito la volontà della Bolivia di andare fino in fondo sulla richiesta di accesso al mare, dopo la sentenza della Corte Internazionale di giustizia del 24 settembre scorso che ha deciso sulla sua giurisdizione. Per il presidente della Bolivia, il suo paese difenderà con “orgoglio” un suo diritto in tutte le sedi internazionali possibili.

Leggi: Evo Morales ringrazia il sostegno internazionale sulla questione dell'accesso al mare per la Bolivia

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