Myanmar: è catastrofe umanitaria per le violenze etniche

Le Nazioni Unite lanciano l'allarme: oltre 22 mila persone disperse e senza casa. Il governo ammette la sua impotenza

1557
Myanmar: è catastrofe umanitaria per le violenze etniche

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Oltre 22 mila persone, la maggior parte musulmani, sono al momento senza casa e dispersi per le violenze scoppiate nello stato occidentale di Ratkine in Myanmar. A dichiararlo domenica all'agenzia di stampa AFP, il rappresentante delle Nazioni Unite a Yangoon, Ashok Nigam. "Gli ultimi dati di cui disponiamo ci indicano che 22,587 persone sono dispersi e circa 4,665 case siano state distrutte”, aggiungendo come 21,700 delle persone senza casa sono musulmani. A Minbya, una delle città più colpite dai combattimenti, un poliziotto ha dichiarato ad AFP che oltre 4 mila persone sono senza casa, dopo che sei interi villaggi sono stati dati alle fiamme domenica.
Sabato, l'organizzazione umanitaria americana Human Rights Watch aveva mostrato al mondo la portata della catastrofe umanitaria in corso nel paese, pubblicando le immagini satellitari della città di Kyaukpyu del 9 e del 25 ottobre, dalle quali emergono le distruzioni di migliaia di edifici. Phil Robertson, direttore della sezione Asia di HRW, ha dichiarato che le violenze dimostrano come il governo debba "urgentemente far ritornare la sicurezza dei Rohingya" nello stato di Rakhine. “A meno che le autorità non capiscano le radici delle violenze, la situazione peggiorerà”, ha concluso Robertson.  Zaw Htay, portavoce del presidente Thein Sein ha riconosciuto come "interi villaggi e città siano stati distrutti nello stato di Rakhine e non siamo in grado di fornire piena sicurezza in tutte le aree della zona. Ecco perché abbiamo deciso di aumentare la presenza di polizia ed esercito". Un'ammissione dell'impotenza del governo a far ritornare la sicurezza nell'area, dunque.
Intanto la catastrofe umanitaria in corso potrebbe creare casi diplomatici con i paesi limitrofi del Myanmar, con decine di persone che cercano rifugio all'estero. In Bangladesh, ad esempio, gli ufficiali di frontiera hanno dichiarato che diverse barche con a bordo musulmani dal Myanmar sono in attesa di attraversare il fiume di confine. Un ufficiale bengalese ha dichiarato che 52 Rohingya sono stati già respinti. I Rohingya sono ufficialmente senza cittadinanza. Nonostante la maggior parte viva in Myanmar da generazioni, sono generalmente considerati invasori del vicino Bangladesh alla ricerca di terre da rubare alla popolazione locale. Secondo le stime delle Nazioni Unite, i Rohingya in Myanmar sono circa 800,000, ma il governo non li considera tra i 135 diversi gruppi etnici, e così – come il vicino Bangladesh – nega loro la cittadinanza. Secondo i gruppi dei diritti umani, quindi, anche il razzismo gioca un ruolo chiave: molti Rohingya sono più scuri del resto della popolazione, con sembianze fisiche molo simili ai musulmani del Bangladesh, e vengono per questo discriminati.
Le tensioni rimangono alte a Rakhine dal maggio scorso, quando una donna buddista è stata violentata ed uccisa da tre musulmani. In una spedizione punitiva, la comunità buddista ha poi ucciso 10 musulmani per vendetta, anche se totalmente estranei all'incidente, generando un'escalation di violenze settarie riaccesosi domenica scorsa per ragioni ancora non ben definite. Le due comunità sono ora segregate. Ad agosto, il governo centrale ha creato una commissione per investigare sulle violenze, rinunciando ad una inchiesta delle Nazioni Unite. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti