Napoli. Solidarietà del Venezuela alla lotta degli operai di Pomigliano
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di Francesco Guadagni
Oggi la Redazione di ALBAinformazione e la Console Generale della Repubblica bolivariana del Venezuela a Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe, hanno portato la loro solidarietà agli operai della Fiat di Pomigliano d’Arco del “Comitato di lotta operai e Cassintegrati Fiat e terziarizzate” che, esasperati dalla violenza padronale della Fiat, sono saliti su una gru del cantiere di Piazza Municipio della Linea 1 della Metropolitana, attuando anche uno sciopero della fame e della sete.


Gli operai, dopo il terzo suicidio di un’operaia, alcuni mesi fa inscenarono una protesta: un manichino impiccato con la maschera dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. Questo è bastato alla Fiat per licenziare le 5 tute blu.
I 5 operai insieme ad altri 316 dipendenti della Fiat di Pomigliano furono trasferiti nel 2008 al Polo Logistico di Nola, in seguito al nuovo piano di ristrutturazione messo in piedi da Marchionne, che altro non è che un reparto confino dove l’azienda ha messo i lavoratori più politicizzati e quelli con infermità.
I reparti confino fanno parte della storia della Fiat, usati per emarginare dal resto della fabbrica le avanguardie comuniste operaie, un tempo venivano definite le “officine stella rossa” per la presenza di lavoratori comunisti e socialisti fra i confinati.
Gli operai della Fiat hanno apprezzato molto la visita della Console de Venezuela che si è informata sulla loro vertenza.
Gli operai hanno fatto un appello per una massiccia partecipazione a 2 iniziative. La prima, sabato prossimo, alla manifestazione per contestare la passerella elettorale di Matteo Renzi a Napoli. La seconda, il presidio al Tribunale di Nola che si pronuncerà sulla sentenza di reintegro dei 5 operai.







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