Operazione verità sul Venezuela. Il Comitato Vittime delle Guarimbas al Parlamento europeo

«Quando in ambito internazionale si afferma che le 43 persone morte in Venezuela erano ‘studenti e manifestanti assassinati dal regime di Nicolás Maduro’, le vere vittime provano grande indignazione"

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Operazione verità sul Venezuela. Il Comitato Vittime delle Guarimbas al Parlamento europeo


da mre.gov.ve
 
I rappresentanti del Comitato Vittime delle Guarimbas e del Golpe Continuado hanno chiesto al Parlamento Europeo, con sede a Bruxelles, che non sia stravolta la verità sui casi di violenza politica che si sono verificati in Venezuela, nel 2013 e 2014, che hanno provocato 43 morti e 878 feriti.
 
Il Comitato ha inoltre richiesto che, dal Parlamento Europeo, si promuovano azioni volte a sanzionare i responsabili materiali e intellettuali di questi gravi eventi.
 
Durante il suo intervento davanti alla Commissione per i Diritti Umani del Parlamento, la portavoce del Comitato delle Vittime, Desiree Cabrera, ha dichiarato che «quando in ambito internazionale si afferma che le 43 persone morte in Venezuela erano ‘studenti e manifestanti assassinati dal regime di Nicolás Maduro’, le vere vittime provano grande indignazione. Si cerca di presentare gli autori materiali e i mandanti dei delitti come vittime del potere statale».
 
Davanti l’Eurocamera la portavoce ha evidenziato che il tema dei diritti umani non può essere utilizzato per «giustificare e legittimare azioni che costituiscono veri e propri atti di violenza e delitti. La comunità internazionale non può essere tratta in inganno sulle vere intenzioni che hanno mosso i dirigenti e i partiti politici quando organizzarono le manifestazioni violente da febbraio a giugno del 2014».
 
Al contempo, Cabrera ha chiesto che non venga promossa l’impunità per i responsabili degli atti violenti. «Quando in questo Parlamento così come in altre istanze viene richiesta la liberazione di Leopoldo López, Daniel Ceballos e altre persone detenute per i crimini commessi negli atti violenti, classificati come ‘prigionieri politici’, viene violato il nostro diritto alla giustizia».
 
La portavoce ha inoltre informato il Parlamento circa le violazioni dei diritti umani sofferte: «È giusto che questo Parlamento sappia che oltre un Leopoldo López e un Daniel Ceballos, oggi privati della libertà, esiste un Elvis Durán, giovane lavoratore morto nell’impatto con una delle guayas, lasciando orfana una bambina di 7 anni, e così, altri uomini e donne che ha pagato a caro prezzo le conseguenze delle azioni violente verificatesi in Venezuela l’anno scorso».
 
Dopo aver illustrato i casi, Desiree Cabrera ha sollecitato gli europarlamentari a essere solidali con le persone colpite dalle azioni violente. «Vi chiediamo di aiutarci a fare giustizia per tutte le famiglie colpite. Che vi sia rispetto e solidarietà per tutte le vittime. Abbiamo perso i nostri cari per l’azione di chi ha utilizzato il tema dei diritti umani come scusa per la violenza politica», ha concluso la rappresentante del Comitato.
 

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