Perché gli insulti classisti contro Battelli non vanno sottovalutati
Chi lo dice che non si può fare politica con la terza media? Volete veramente vivere in un paese in cui a fare politica siano solo “tecnici” imbevuti di quei testi universitari impregnati di quelle fake news liberiste che hanno portato l’Italia al collasso? Giganti come Secchia, Mattei o Di Vittorio non potrebbero oggi fare politica?
Lo shitstorming che sta colpendo in queste ore il presidente della Commissione Affari europei della Camera dei Deputati, Sergio Battelli, la dice lunga sul livello comatoso in cui versa il dibattito politico e lo stato della democrazia in Italia.
Riconfermato al suo ruolo nel recente rinnovo delle cariche di presidenti di Commissioni del Parlamento e “reo” per i troll liberisti (bipartisan da Lega a Pd, passando per Radicali e Italia Viva) di “avere solo la terza media”, Battelli non sarebbe in grado di “vigilare sul Recovery Fund” - quel mega Mes mascherato che produrrà ulteriore austerità con il cappio del Patto di Stabilità e con i primi soldi che arriveranno quando l’Italia avrà superato la sua linea rossa nel 2022.
Sul Recovery Fund e in generale sull’Ue, le posizioni di Battelli sono in linea con le posizioni europeiste più ortodosse e, inoltre, il potere di vigilanza del Parlamento sarà vicino allo zero per l'a-democraticità tipica di tutti gli strumenti europei. Con queste due premesse capite come il classismo di chi vuole relegare la politica al dominio della tecnica attaccando l'attuale presidente della Commissione affari europei della Camera diventa ancora più preoccupante.
Troll liberisti bipartisan contro Battelli dicevamo. Da Lega a Pd, ma anche da il Giornale a Repubblica. Anzi il giornale della Fiat, come quasi sempre del resto fa peggio di tutti con questo titolo vigliaccio che rilancia e rende virale lo shitstorming contro Battelli: Il 5s Battelli nel mirino dei social: "Ha la terza media, fa il rocker e vigilerà sul Recovery fund"
E poi scrive (mandando avanti i “social” chiaramente):
Su Battelli, nato a Genova 37 anni fa, si sono abbattute pesanti critiche legate non solo alla sua carriera scolastica ma anche alle sue precedenti esperienze lavorative, giudicate inadeguate per ricoprire la carica di presidente della Commissione Politiche Ue. Il deputato pentastellato, infatti, ha fatto per dieci anni il commesso in un negozio di animali, ed è tuttora chitarrista in una band rock ligure, i "Red lips", che hanno pure pubblicato un disco nel 2019 dal titolo "Fall in love".
Un commesso di un negozio di animali non può fare politica per Repubblica.
A Battelli va tutta la nostra solidarietà per gli attacchi subiti e l'invito di non arrendersi a fare politica anche se le sue idee sul Recovery Fund, e in generale sull’Ue, sono più o meno quelle dei laureati nelle prestigiose università liberiste e quindi opposte alle nostre. Come scriveva in un recente articolo il prof. Desogus, centrando pienamente la portata del problema attuale, la politica, a differenza della tecnica, “deve tenere conto delle conseguenze generali prodotte dalle proprie scelte. In altre parole la politica, liberata dalle cretinate postmoderne, all’opposto della tecnica fa prevalere il tutto sulla parte. Nell’immaginario post-storico costruito dalla cultura neoliberale concepire la politica nella sua autonomia è sempre più difficile.”
Vietare ai non laureati imbevuti di fake news liberiste di fare politica è l’obiettivo ultimo del regime neo-liberista. Avviene contro Battelli che, più o meno, la pensa come loro. Figuriamoci contro un non-laureato che il sistema lo vuole, giustamente, capovolgere.
La Redazione

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