Perché minimizzare i rischi del coronavirus?

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Perché minimizzare i rischi del coronavirus?



di Omar Minniti

Leggo ancora - allibito - articoli e post di compagni che, mentre milioni di italiani sono di fatto agli arresti domiciliari, minimizzano i rischi del Coronavirus. E sostengono la tesi dell' "emergenza creata ad arte, per una banale influenza, allo scopo di militarizzare la società e creare una dittatura globale dei poteri forti".

Diciamo che fino a qualche settimana fa, prima dell'Apocalisse, questo era un approccio molto comune. Io sono stato uno di quelli, tantissimi, che ci hanno ampiamente scherzato sopra. Quando in Italia i casi erano ancora pochi, dall'estero commentavo con sufficienza i primi "assalti" ai supermercati per accaparrarsi l'Amuchina e la carta igienica. E non finirò mai di fare autocritica per questo.

Adesso non voglio fare né il virologo, né l'esperto di statistica. Non sono i miei campi. Voglio parlare di capitalisti e di stati socialisti, sovrani ed antimperialisti.

Tutte le principali borse mondiali sono in rosso per il Coronavirus. I titoli di tante multinazionali, che rappresentavano la colonna del capitalismo mondiale, stanno diventando carta straccia. In Italia e nei paesi in cui via via il virus si sta propagando e la quarantena sta diventando più stretta, gran parte delle attività economiche hanno abbassato le saracinesche e si attende il fallimento di centinaia di migliaia di imprese, con conseguente perdita di milioni di posti di lavoro. I padroni del nostro Paese ed i loro organi di stampa, tra cui il Sole 24 Ore e MilanoFinanza, urlano contro l'Unione Europea e parlano di massacro sociale. La domanda, a questo punto, è: considerate i capitalisti così coglioni da farsi chiudere in casa ed accettare la morte delle loro imprese per una "banale influenza"?

Ok, ora facciamo finta che i padroni si siano fatti prendere dal panico esagerato e che la cosa sia sfuggita di mano. Sono diventati delle mammolette irrazionali anche i leader dei paesi ostili all'imperialismo Usa? La Cina, che prima del virus vantava una crescita economica impressionante, ha bloccato completamente le sue attività produttive in aree strategiche del paese, con un danno notevolissimo. Ed ha sottoposto i suoi cittadini a delle (necessarie) misure coercitive mai viste nella storia. L'Iran, uno dei paesi più colpiti, è in piena emergenza nazionale, con le conseguenze della quarantena per il virus che vanno ad aggiungersi agli effetti criminali dell'embargo Usa. La Russia, nonostante i pochi casi segnalati, ha immediatamente serrato le sue frontiere con la Cina - principale alleato strategico - e poi ha interrotto ogni collegamento con l'Italia (e vietato l'ingresso agli italiani), uno dei pochi paesi UE con cui mantiene buone relazioni diplomatiche. Pochissimi sono i casi registrati a Cuba, in Venezuela e Siria. Eppure quei governi hanno già mobilitato esercito e milizie popolari, annunciando misure d'emergenza per fronteggiare la pandemia.

Anche la dirigenza comunista cubana, Putin, Maduro ed Assad si sono fatti condizionare dal panico irrorato dai media occidentali e si sono messi al servizio della "dittatura mondiale dei poteri forti per mano dell'OMS"? Oppure, come penso io, quei governi vedono nel Coronavirus una reale ed immane minaccia per la vita dei loro cittadini?

Poi, riguardo le origini di questa pandemia, resto laico ed apertissimo ad ogni ipotesi. Nei giorni scorsi, un portavoce del governo cinese - non un blogger "complottista" - ha accusato ufficialmente l'esercito degli Stati Uniti di aver diffuso il virus durante i Giochi militari di Wuhan. La dirigenza e la diplomazia cinesi sono molto ponderate nel calibrare le parole, anche contro i nemici più ostili. Se sono arrivate a rompere questa prassi ed a puntare l'indice in maniera così diretta, significa che qualcosa di grosso bolle in pentola.

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