Quale è l'asse del male?

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Quale è l'asse del male?

 

di Elenira Vilela* | da resistencia.cc


Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it


C'è un paese al mondo che è sempre stato in guerra fin dal momento della sua stessa formazione. Che nelle guerre non rispetta i trattati internazionali. Che usa armi chimiche, biologiche e persino armi nucleari (l'unico paese al mondo a far esplodere le bombe nucleari sulle città).


Queste armi hanno ucciso milioni di civili, distrutto l'ambiente (per decenni e talvolta secoli attraverso la contaminazione) e costretto milioni di persone precedentemente sane, compresi i propri soldati, a sviluppare il cancro e altre malattie e a generare bambini con varie malformazioni.



Questo paese tortura i prigionieri di guerra. Usa lo stupro come arma sistematica e coordinata per "abbattere  il morale del nemico". Lancia bombe sugli ospedali e sulle scuole allo stesso fine.


Promuove e finanzia intrighi politici, colpi di Stato e la crescita e l'armamento di gruppi terroristici contro governi eletti democraticamente che non seguono rigorosamente i suoi dettami.


Questo paese ha un'enorme industria bellica che comanda  il governo (presumibilmente democratico, ma nel quale molte volte il più votato non viene eletto).


Questo paese gestisce le Nazioni Unite e ha il diritto di imporre sanzioni economiche ai paesi che ironicamente chiama "l'Asse del Male", la maggiore fake news (tradotto, menzogna sfacciata e consapevole) della storia umana. Attacca e invade quando le sanzioni economiche non sono sufficienti a far si che questi paesi si pieghino ai suoi interessi.


Ogni volta che impone queste sanzioni e attacca questi paesi, ha il forte sostegno di paesi chiamati civili e sviluppati. Ad esempio, l'Inghilterra così cordiale ha sostenuto l'invasione dell'Iraq con la scusa bugiarda dell’esistenza di armi chimiche che non sono mai state trovate.


Francia, Canada, Belgio, Giappone, Turchia e molti altri sostengono, offrono supporto, partecipano attivamente a molte di queste azioni, siano esse economiche, mediatiche, politiche, di boicottaggio e di guerra.


Questo paese è stato sconfitto alcune volte. La più emblematica è stata la sconfitta subita in Vietnam dopo aver tentato di massacrare quel popolo per due decenni (prima finanziando la Francia e in seguito direttamente con la guerra).


Ma il pericolo sono gli altri, le dittature sono gli altri, la preoccupazione internazionale è per altri paesi. Per coincidenza le azioni più sorprendenti colpiscono i paesi che possiedono o scoprono riserve di petrolio.


Offro un dolce a coloro che indovinano di quale paese sto parlando ...


Non vi è dubbio che questo paese in crisi economica e politica sta cercando una via d'uscita dai suoi problemi nel genocidio di massa.


Quello che è successo venerdì 3 gennaio non è una sorpresa perché questo paese non ha alcun problema a globalizzare questo conflitto. Ciò unificherà il paese il cui presidente è minacciato di impeachment.


La guerra in Iraq unificò il paese e mantenne Clinton alla presidenza. La guerra in Afghanistan riunificò e assicurò la presidenza a Bush figlio. Questo paese si nutre di morte. I capitalisti hanno bisogno di morte, fascismo, menzogne, distruzione per continuare ad accumulare capitale.


Non sarà la prima volta che la risposta alla crisi sarà la guerra. E’ sempre stata la risposta del sistema. Oltre alle due guerre mondiali, il capitalismo conduce ininterrottamente guerre in Africa, in  Asia (in particolare nel Medio Oriente) e persino in Europa.


Abbasso l’imperialismo!


Socialismo o barbarie!


*Elenira Vilela, professoressa, sindacalista e femminista

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