Quei “martiri” cristiani morti per Assad

Gli antichi resti della Porta sono coperti dalle immagini dei “martiri”, ovvero i giovani che sono morti per combattere i jihadisti e i ribelli e per difendere, misteriosamente secondo i criteri di giudizio di noti in Occidente, il potere di Bashar al-Assad

9627
Quei “martiri” cristiani morti per Assad



di Fulvio Scaglione - occhidellaguerra.it
 

Damasco, 6 gennaio 2017. Verso Aleppo col buio non si va, troppi predoni e tipi armati in giro per le strade e i villaggi. Il minimo che si rischia è una rapina. Tappa quindi a Damasco e una notte nel quartiere cristiano di Bab Tuma (la Porta di Tommaso). Stessi luoghi di un anno fa. Ma bastano poche ore e pochi incontri per capire che l’atmosfera non è più la stessa.


Certo, controlli e posti di blocco sono frequenti e accurati come allora. Ma i soldati vanno a caccia di kamikaze. Nella versione cintura esplosiva, quindi braccia in alto e lasciarsi palpare i fianchi. O in quella auto imbottita di tritolo, cosicché ai posti di blocco, prima ancora che tu ti sia avvicinato per farti ispezionare il bagagliaio, i militari premono a ripetizione uno strano aggeggio che lancia impulsi elettronici, in modo che se proprio tu devi esplodere lo faccia da lontano. Non è allegro, ovvio, ma non è nemmeno la sequela di domande, svuotamenti di tasche e lunghissime file che ricordavo.


Allo stesso modo, gli antichi resti della Porta sono coperti dalle immagini dei “martiri”, ovvero i giovani (e sui muri di Bab Tuma sono quasi tutti cristiani) che sono morti per combattere i jihadisti e i ribelli e per difendere, misteriosamente secondo i criteri di giudizio di noti in Occidente, il potere di Bashar al-Assad. Ma ad Abbassiyeen, nella grande piazza che ospita lo stadio, sono sparite le barricate che dividevano la città libera dai quartieri occupati dagli uomini di Al Nusra, che di notte uscivano da tunnel e cantine e cominciavano a tirare dove capitava missili e razzi. Anche in questo caso: non è una pacchia, i colpi sono continuati a cadere (in novembre un mortaio ha colpito, qui nel quartiere, anche la cupola della chiesa dei francescani), ma nulla che somigli a ciò che era la norma un anno fa.


È chiaro, insomma, che la riconquista di Aleppo ha segnato una svolta anche nello spirito dei siriani. Di tutti i siriani. I “lealisti” hanno visto svanire, dopo cinque anni, lo spettro del crollo totale. I ribelli e i terroristi, al contrario, hanno visto svanire la prospettiva della vittoria e fanno i primi conti con quello di una bruciante sconfitta.


La gente di Damasco un anno fa ripeteva senza sosta, quasi a esorcizzarle, storie di infinite crudeltà commesse dai jihadisti. Oggi allo stesso modo, ma con soddisfazione, racconta aneddoti che suggeriscono la rotta possibile dei miliziani: il cassiere di Al Nusra che è scappato coi soldi destinati alla guerra (900 mila dollari? Forse addirittura 9 milioni?), ribelli e jihadisti di Idlib che hanno pareri diversi sulla guerra e si sparano tra loro, i soldati di Erdogan che tirano sugli islamisti…


Poi, per non sperare troppo, i damasceni recuperano il realismo. Ricordano che i quartieri di Jobar e Harista sono ancora occupati dai miliziani, che la guerra non è finita, che la ricostruzione sarà faticosa e lunghissima. E così dicendo, ovviamente, tornano a sperare a il ciclo ricomincia.


È come se l’intera Damasco avesse in gola un enorme sospiro di sollievo e lo trattenesse per non volersi illudere. Ma l’antichissimo suq è un po’ più animato, a Bab Touma c’è qualche ristorante nuovo e la sera, anche nel buio provocato da un attentato dell’Isis alla centrale elettrica vicina a Palmira, si sente qualche giovane che ride.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti