Quello che i leader non dicono: Barack Obama
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Luigi Sorrentino analizza per l'Antidiplomatico il comportamento non verbale del presidente americano Barack Obama, unanimemente considerato il miglior oratore della sua generazione. Ma cosa nascondono le sue parole?
- Rispetto alla serie di video che consigliamo di vedere di Obama, potrebbe fornire alcune linee guida per comprendere il linguaggio non verbale che si cela dietro le parole del presidente americano?
L.S. A parere di molti, Obama viene reputato tra i migliori comunicatori in circolazione grazie alla complessità e al ventaglio di tecniche che mette in uso. Per rendere comprensibili le tecniche che utilizza anche a chi non si occupa di comunicazione non verbale, utilizzerò termini di facile accesso, anche se alcune interpretazioni potranno sembrare ovvie agli “esperti''.
Generalmente si pensa che Obama abbia avuto successo perché giovane, preparato e perché rappresenta la riscossa del popolo afro-americano. Sanità pubblica, diritti civili, tutto vero. Andiamo adesso però a controllare cosa succede quando Obama fa uno dei suoi discorsi davanti alla folla: utilizza frasi brevi con lunghe pause per creare un'attesa. Un classico dell'evangelismo.
Cosa denota questo atteggiamento? La mente ha bisogno di compensare, se io inizio un discorso e non lo porto a termine chi mi ascolta dirà subito: che cosa stavi dicendo? Questo perché la nostra mente non tollera le frasi incomplete, ha bisogno di completarle.
Obama, utilizzando all'inizio frasi brevi ed evocative, mette tutti in uno stato di continua attesa per quello che dovrà dire nella frase successiva.
- Nei video che proponiamo, si può notare una differenza netta di atteggiamento e di postura del presidente quando è impegnato in un comizio, rispetto ad i dibattiti televisivi. Da cosa dipende?
L..S. Nei comizi ed in generale nei discorsi alla nazione, la postura di Obama è centrata. Questo è un classico per i politici e per le persone con una buona autostima - mantenere una postura centrata infonde negli altri una sensazione di sicurezza. Al contrario, durante le interviste Obama piega la testa di lato mostrando il collo, un chiaro segno di sottomissione volontario, quasi a dire: ti prego non mi fare quella domanda li! Anche nel regno animale succede questo, davanti al proprio capo o nei rapporti di coppia. Quando siamo disponibili e vogliamo prescrivere la nostra debolezza mostriamo il collo come per dire: ok, mi puoi mordere! Quindi non lo fare!
Nel famoso terzo round contro Romney, Obama quando parla col giornalista moderatore sembra un agnellino, un ragazzino ingenuo al primo giorno di scuola. Quando invece lo si vede sul palco sembra Dio in terra. Questo può solo significare che Obama ha una profonda conoscenza dei propri movimenti del corpo consci e inconsci.
Un altro segnale molto importante è quando parla di discorsi ad alto contenuto emotivo. Obama utilizza spesso il pianto analogico che consiste nel mettere un dito o strofinarsi gli occhi come se stesse piangendo veramente, aumentando il contenuto emotivo del proprio discorso, mentre parla di cose tristi come nel video del celebre discorso dopo la strage nel liceo del Connecticut recentemente.
Per carità, sono movimenti inconsci che sfuggono alla maggior parte delle persone non esperte, ma qui abbiamo di fronte il politico più importante del pianeta e quindi se non ci si accorgesse di questi segnali inconsci, saremo portati a credere, come la maggior parte della popolazione mondiale, che abbia energie consce e inconsce che vanno nella stessa direzione in un'eccellente armonia. Ma si tratta in realtà di tecniche note, che Obama potrebbe conoscere benissimo.
- Una delle caratteristiche che più colpisce nei discorsi di Obama è la sua durata molto lunga, circa quaranta-cinquanta minuti, e la sua capacità di tranquillizzare e fornire un generale stato di rilassatezza e conforto all'uditorio. Che tecnica utilizza per riuscire ad ottenere questi due risultati?
L.S. Nei discorsi di Obama, la mente di chi ascolta entra in uno stato di riposo simile alla trance ipnotica e comincia ad accettare più facilmente tutto quello che le viene detto. La durata dei discorsi potrebbe essere chiaramente studiata: secondo voi perché si dice di far pause ogni 50 minuti quando si studia. Pure coincidenze?
Ma anche altri segnali sono importanti per tracciare un profilo completo del linguaggio non verbale del presidente. O raddoppia le mani, stringendo la mano dell'interlocutore con entrambe le mani, oppure offre la mano e mette l'altra sulla spalla dell'interlocutore, un chiaro segno di dominanza. Il Re quando Ordina i Cavalieri poggia la sua spada sulle loro spalle. Inoltre, quando stringiamo una mano e con l'altra tocchiamo la spalla o il braccio dell'interlocutore stiamo comunicando che siamo noi a prenderci di confidenza e non il contrario.
Un altro dettaglio molto importante è che durante i comizi Obama accompagna spesso i suoi discorsi puntando il dito indice verso il pubblico. Nel linguaggio del corpo puntare il dito indice verso qualcuno è un chiaro segnale di comando.
- Tecniche note, dunque, che Obama conosce ed utilizza meglio di chiunque altro politico mondiale. Per concludere, come dobbiamo considerare i discorsi del presidente americano da oggi, una volta smascherato tutto il linguaggio non verbale?
L.S. I discorsi di Obama sembrano avere lo stesso spirito di un pastore protestante americano, e tengono sempre viva la speranza dei cittadini americani, forse però qualcuno dovrebbe dirgli che è lui che dovrebbe fare i miracoli, dal momento che è lui ad averne i mezzi. Se il parlamento fa ostruzionismo sulle riforme più importanti, beh, questa potrebbe anche sembrare una grande furbata di facciata ed una continua campagna elettorale mai terminata.
ps: Per non lasciare soli i cospirazionalisti, sul web gira qualche video che dimostra in effetti cosa si sente riavvolgendo la famosa frase di Obama detta al contrario: yes we can. Personalmente mi sono dotato di registratore e ho provato a farlo anche io. Ecco, se sei uno di quelli che non crede nelle cospirazioni ed utilizza l'etichetta di cospirazionismo, ti prego di ignorare questo ultimo passaggio, anche se qualcuno mi ha appena ricordato che la storia del mondo è una storia di congiure, cospirazioni e avvelenamenti all'arsenico.

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