Salario accessorio e orari rigidi: la crisi degli Enti Locali spiegata in 5 punti

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Salario accessorio e orari rigidi: la crisi degli Enti Locali spiegata in 5 punti

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di Federico Giusti
 
In meno di un anno e mezzo la Polizia locale italiana ha perso 11.400 unità. I dipendenti degli enti locali risultano in continuo calo, ogni anno sono migliaia le unità perdute. Ammesso, ma non concesso, che questi dati fossero sconosciuti, da tempo l'Anci ossia l'Associazione nazionale comuni italiani dovrebbe prendere atto del fallimento di tutte le mediazioni intraprese con i Governi.
 
Senza girare attorno al problema, per quale ragione negli Enti locali non risultano attrattivi? Le risposte sono molteplici, vediamone alcune: bassi salari, carichi di lavoro elevati, rigidità degli orari, salario accessorio inadeguato, evidente sperequazione delle buste paga rispetto ad altri comparti.
 
Nella audizione in Parlamento l'Anci chiede 500 milioni per nuove assunzioni nella Polizia Municipale, senza queste unità gli Enti locali non rispetterebbero gli impegni assunti dal Governo con il nuovo pacchetto sicurezza.
 
Non è chiedendo risorse straordinarie che i Comuni  riusciranno a risolvere i problemi, servono fondi stabili ma soprattutto assunzioni in ogni profilo professionale per ripristinare organici adeguati in ogni servizio evitando di ridurre i fabbisogni al personale della Polizia locale in una ottica per lo più securitaria..
 
Altri problemi andrebbero affrontati e risolti, ad esempio l’accesso a ogni banca dati necessaria alla Pm, accesso gratuito e non a carico, come oggi, degli Enti locali.
 
Il pacchetto sicurezza travolge gli Enti locali, cerca di tirarli dentro in misura ancor maggiore del passato nelle politiche securitarie, nelle funzioni di ordine pubblico, nella sicurezza urbana. Molte funzioni svolte fino ad oggi dagli enti locali, ad esempio quelle di natura sociale, non beneficiano delle dovute attenzioni.
 
L’andamento della spesa comunale per i servizi sociali è cresciuta ma in misura maggiore sono aumentati i problemi sociali da affrontare. 
 
La spesa sociale pro capite non viene poi distribuita in modo uniforme sul territorio, magari dovremmo tenere conto anche della composizione sociale e anagrafica della popolazione locale.
 
Di sicuro ci troviamo davanti a un welfare inadeguato agli effettivi fabbisogni, nel frattempo aumentano le spese per la sicurezza, di conseguenza siamo certi che le risorse a uso sociale non siano invece in continuo calo?
 

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

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