Schierare la Nato in Palestina e in Israele?

1996
Schierare la Nato in Palestina e in Israele?


di Federico Nero

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas in una recente intervista al New York Times ha dichiarato che sarebbe disponibile ad affidare la sicurezza del futuro Stato palestinese alla NATO. Nonostante questa idea trovi l'opposizione del Ministro Israeliano Naftali Bennet, gli esperti militari delle IDF ritengono che lo schieramento della NATO sarebbe efficace nel mantenere la tranquillità nella regione.
 
Il Generale Maggiore Danny Rothschild, comandante della Unità di collegamento israeliano nel sud del Libano nel 1980, ha dichiarato a Yedioth Ahronoth di essere favorevole alla presenza di truppe internazionali ma solo nel caso fosse loro affidato l'incarico di mantenere la sicurezza dello Stato ebraico e del futuro Stato palestinese. “Durante il mio servizio in Libano, il problema principale era il fatto che le truppe ONU non erano autorizzate ad aprire il fuoco” e ha sottolineato il fatto che i caschi blu dispiegati nella regione erano lì solo per riferire alle Nazioni Unite.
 
Fare dei Report non è sufficiente per mantenere la sicurezza. Nel corso degli anni ci sono stati molti problemi con le forze internazionali schierate ai confini di Israele (Libano e Golan), problemi che derivano principalmente da fatto i governi sono disposti ad accettare di inviare truppe solo a condizione che i loro soldati non debbano combattere, ma così è inutile. “Quando ero al comando (dell'Unità IDF nel Libano meridionale), UNIFIL ha iniziato come una forza norvegese, poi sono stati sostituiti dai francesi e poi dai britannici. Nel corso del tempo, quando le forze cominciarono a soffrire vittime,  i soldati sono stati mandati dai paesi del terzo mondo come il Ghana, il Nepal e l'India. I paesi occidentali a quel punto si resero conto che non erano più interessati a tornare in posti dove si può morire come in Afghanistan e in Iraq”, ha concluso Rothschild.
 
Al contrario, il Generale di brigata Giora Inbar, anche lui uno dei comandanti della Unità di collegamento IDF nel Libano meridionale, ha  sostenuto come se gli israeliani e i palestinesi decidessero di firmare un trattato di pace con l'obiettivo di vivere fianco a fianco in buone relazioni di vicinato, una forza internazionale potrebbe sicuramente contribuire in maniera determinante a proteggere i fragili equilibri che si ergerebbero a minaccia di un tale accordo. «Nel caso in cui si raggiunga un tale accordo di cooperazione, dovranno esserci degli orientamenti comuni da realizzare, come ad esempio pattugliamenti congiunti e il trasferimento delle informazioni per l'intelligence», ha dichiarato.
 
Secondo Inbar la presenza delle truppe in zone di conflitto ha dimostrato, almeno in alcuni casi, di avere successo. Nel caso della Bosnia per esempio una forza internazionale è riuscita a calmare drasticamente un odio etnico estremamente violento che è andato avanti per anni.
 
Nell'intervista al New York Times, Abbas ha poi dichiarato come il dispiegamento delle truppe della NATO avrebbe un termine indefinito,  la NATO potrebbe rimanere anche molto a lungo se sarà necessario, e andrebbe schiarata non solo sui confini orientali (quindi in Palestina) ma anche sui confini occidentali (quindi in Israele). «Possono rimanere sia per rassicurare gli israeliani che per proteggerci», ha dichiarat Abbas, che ha poi specificato come l'idea di schierare le truppe della NATO è stata sostenuta anche dagli ex primi ministri israeliani Ehud Barak e Ehud Olmert, nonché dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush, e che al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel recente passato è stata presentata l'idea di una forza NATO a guida americana che includerebbe anche le truppe giordane.
 
La soluzione a due Stati — nonostante le divergenze — è l’unica condivisa dai negoziatori di entrambe le parti. Se questo scenario si realizzasse, Israele sarebbe rassicurato dalla NATO e non avrebbe più scuse per effettuare attacchi preventivi, mentre la Palestina avrebbe modo di sviluppare le sue istituzioni democratiche senza dover subire insidie provenienti dall’esterno e dall’interno. Alla luce del crescente e sempre più coordinato boicottaggio economico ai danni di Israele e di una situazione sempre più insostenibile in Cisgiordania, questa opportunità andrebbe presa seriamente in considerazione. 
 
Per capire di quali confini si parla, consiglio di guardare questo breve video. La NATO andrebbe schiarata soprattutto a presidio della linea verde e della valle del Giordano.

@FedericoNero

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