Scontro totale all'AIEA, l'ira dell'Iran contro Usa ed Europa: "Risoluzione provocatoria"

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Scontro totale all'AIEA, l'ira dell'Iran contro Usa ed Europa: "Risoluzione provocatoria"

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La missione iraniana presso l'AIEA ha respinto con fermezza la bozza di risoluzione presentata dalla troika europea e dagli Stati Uniti, definendola "inutile, politica e provocatoria".

La denuncia è arrivata martedì direttamente dalla delegazione della Repubblica Islamica dell'Iran, attraverso un documento informale distribuito ai membri del Consiglio dei governatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), in vista del possibile voto sul testo contro Teheran.

Il contenuto della risoluzione e il voto imminente

Il documento in questione è stato depositato lunedì sera presso la segreteria del Consiglio dei governatori. Sostenuto da Regno Unito, Francia e Germania, il testo chiede che l'Iran fornisca chiarimenti formali all'agenzia sul destino dei siti nucleari bombardati e sull'uranio arricchito stoccato in quegli impianti. La bozza potrebbe essere messa ai voti già mercoledì, durante la riunione trimestrale del Consiglio.

La delegazione iraniana ha esortato gli Stati membri dell'AIEA alla massima cautela, avvertendo che la risoluzione è dettata da logiche puramente politiche e non tecniche. Secondo Teheran, la proposta ignora deliberatamente l'attuale contesto di sicurezza provocato dai recenti attacchi contro le infrastrutture nucleari del Paese, offrendo una visione del tutto distorta degli eventi.

L'affondo di Teheran: "Un precedente pericoloso per i Paesi in via di sviluppo"

Nel documento si legge che alcuni attori internazionali starebbero ostacolando la normalizzazione del dossier, impedendo che il programma nucleare pacifico iraniano venga valutato secondo criteri standard, tecnici e depoliticizzati. L'Iran ha avvertito che questa tendenza fa parte di una strategia più ampia, un precedente pericoloso che in futuro potrebbe colpire anche altri Paesi in via di sviluppo desiderosi di accedere in modo indipendente alle tecnologie nucleari per scopi pacifici.

Il nodo delle ispezioni e le accuse a Washington

Inoltre, la delegazione ha sottolineato come lo stesso rapporto del Direttore Generale dell'AIEA riconosca che le attuali criticità siano una conseguenza diretta delle azioni militari subite dall'Iran. A questo proposito, Teheran ha precisato che la sospensione di alcune attività di verifica non è stata una scelta unilaterale iraniana, bensì una misura di sicurezza eccezionale adottata dalla stessa AIEA, che per motivi di sicurezza aveva ritirato tutti i propri ispettori dal Paese fino alla fine di giugno 2025.

La bozza occidentale è stata quindi criticata per aver descritto la situazione come se le condizioni fossero di assoluta normalità, omettendo i raid subiti dagli impianti. L'Iran accusa direttamente il Paese promotore della risoluzione di essere il responsabile della crisi a causa dei suoi attacchi militari, e sostiene che Washington stia ora strumentalizzando le conseguenze di quei bombardamenti per lanciare nuove accuse in seno al Consiglio.

Il rifiuto delle condizioni occidentali

Al contrario, la delegazione iraniana evidenzia che il rapporto del Direttore Generale Rafael Grossi conferma la cooperazione in corso: grazie alla buona volontà di Teheran, le ispezioni sono riprese regolarmente in tutte le strutture non colpite dai raid. L'omissione di questi dettagli dimostrerebbe la natura selettiva e politica dell'iniziativa.

Infine, l'Iran respinge la narrativa del testo occidentale che, pur parlando di "soluzione diplomatica", attribuisce interamente le tensioni alle attività di Teheran, esigendo un ritorno ai negoziati "seri e senza precondizioni". La Repubblica Islamica ribalta l'accusa, indicando che l'escalation attuale è il risultato di due ondate di aggressioni senza precedenti da parte di Stati Uniti e Israele. Teheran, riaffermando di aver sempre negoziato in buona fede, ha concluso accusando gli Stati Uniti di usare il dialogo come un inganno per coprire successive azioni ostili, minando così la credibilità e l'indipendenza dell'intera AIEA.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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