Siria : Doppio attentato a Damasco. Almeno 30 morti.

L’ONU condanna regime e opposizione per le violazioni dei diritti umani e delle libertà

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Siria : Doppio attentato a Damasco. Almeno 30 morti.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito che due auto-bomba esplose simultaneamente hanno ucciso almeno 30 persone - 40 secondo fonti governative - nel quartiere druso e cristiano di Jaramana della capitale siriana, ritenuto una roccaforte dei fedeli di Assad.  
L'Osservatorio ha riportato anche l'abbattimento di un caccia governativo che si sarebbe schiantato a Daret ez-Za, al confine tra le province di Idbil e Aleppo. Ieri i ribelli avrebbero abbattuto un elicottero governativo con quello che sembrerebbe essere un missile antiaereo, il primo mai utlizzato dai gruppi armati che si oppongono all'Esercito di Assad
Sempre nella giornata di martedì, il gruppo islamico Ahrar al-Sham del Free Syrian Army ha invece preso il controllo della  postazione militare di Al-Mintar, nei pressi di Al-Safireh, a 15 km da Aleppo.
Il  giornale filogovernativo Al-Watan  ha pubblicato i nomi di 142 terroristi provenienti da 18 paesi che sono stati uccisi durante il  conflitto combattendo al fianco di ribelli della Siria. Damasco avrebbe inviato l’elenco al Consiglio di Sicurezza il mese scorso sostenendo che" per la maggior parte si tratta di jihadisti che appartengono alla rete di al-Qaeda o che vi sono entrati a far parte dopo l'arrivo in Siria”
Sul fronte diplomatico, intanto, ieri il Ministero degli Esteri britannico ha riconosciuto il nuovo ambasciatore della Coalizione Nazionale Siriana, Walid Safur. Per oggi è invece prevista a Il Cairo la prima riunione plenaria dell'opposizione per discutere la formazione di un governo transitorio in vista della conferenza di Tokyo.
Alla vigilia della sua visita in Francia, Medvedev aveva definito "inaccettabile" il riconoscimento e il sostegno che  Francia e altri Stati, inclusa la Gran Bretagna, stanno concedendo all’'opposizione siriana ad Assad. Dopo l'incontro con il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault, Medvedev ha insistito sul fatto che la Russia intrattiene solo un "rapporto di lavoro" con il leader siriano Bashar al-Assad e che i legami speciali erano una cosa del passato. “Non ci sono relazioni particolari o privilegiate con il presidente Assad", ha detto Medvedev "Tali rapporti, che esistevano tra l'Unione Sovietica e il padre di Assad, non esistono tra il nostro paese e l'attuale presidente”
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione nella quale si condanna il regime di Assad per le “sistematiche violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali”. Al tempo stesso si condannano anche gli abusi commessi dai gruppi armati che costituiscono l’opposizione

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