Siria: La Clinton si scaglia contro il Consiglio Nazionale Siriano

L’accusa: l’opposizione non è riuscita a costituire un fronte coeso e manca di legittimità

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Siria: La Clinton si scaglia contro il Consiglio Nazionale Siriano

Durante la recente visita nei Balcani, il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha pubblicamente espresso la frustrazione di Stati Uniti, Europa, Lega Araba e tanti siriani nei confronti delle divisioni che interessano il Consiglio Nazionale Siriano,  piattaforma che raccoglie i principali gruppi di opposizione al regime. A Zagabria,  la Clinton ha chiesto un’ “opposizione più  ampia ed inclusiva", più rappresentativa di quanti combattono sul terreno e in grado di contenere una deriva islamista della rivoluzione. Washington accusa il CNS, che vive una crisi di legittimità, di non riuscire ad unire la resistenza contro il regime del presidente Bashar al-Assad al di là di un piccolo gruppo di esuli siriani, alcuni dei quali non hanno messo piede in Siria "per 20, 30 o 40 anni", ha dichiarato la Clinton. .  
Le dichiarazioni della Clinton hanno scatenato la dura risposta del capo del CNS che ha accusato l'Occidente e i suoi partner di essere i diretti responsabili della radicalizzazione del conflitto.
"La Comunità Internazionale è responsabile, attraverso il mancato sostegno del popolo siriano, della crescita dell'estremismo in Siria," ha detto Abdel Basset Saida . 
Da quando è stato istituito un anno fa, il CNS ha ricevuto 40,4 milioni dollari in aiuti internazionali,  metà dei quali provenienti dalla Libia, come dichiarato dallo stesso gruppo di opposizione.
Nonostante i ripetuti fallimenti, la diplomazia non si arresta. La prossima settimana il Qatar ospiterà una serie di colloqui tra alcuni rappresentanti della Comunità Internazionale e esponenti dell’opposizione siriana, mentre Brahimi si è recato ieri a Il Cairo. L’Inviato Speciale della Lega Araba e delle Nazioni Unite, di ritorno da Pechino, ha in programma un incontro con il Segretario Generale della Lega araba, Nabil Al-Araby .
Intanto in Siria un video mostrerebbe l'esecuzione sommaria di alcuni combattenti lealisti da parte dei ribelli. “È molto probabile che si tratti di un crimine di guerra, un altro", ha commentato Rupert Colville, portavoce del Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay.  Il video potrebbe essere utilizzato come "prova" in un procedimento giudiziario. "Chiediamo a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria di rispettare il diritto internazionale", ha aggiunto il portavoce.
 
  

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