Siria: la NATO condanna ufficialmente l’abbattimento del caccia turco
Il vertice di Bruxelles della Nato ha dato il suo pieno sostegno all'alleato turco e minacciato Damasco
In una riunione a Bruxelles, la NATO ha ufficializzato la sua posizione di piena condanna nei confronti della Siria per l’abbattimento del caccia turco. Il vertice era stato convocato su richiesta della Turchia che aveva fatto appello all’art. 4 della Carta Atlantica. L’articolo prevede il ricorso a consultazioni fra i rappresentanti degli Stati membri qualora, “nell'opinione di uno di loro, fosse minacciata l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di uno qualsiasi degli alleati".
Il Premier turco Erdogan ha invece tenuto un intervento al Parlamento turco in merito all’accaduto. Oltre a ribadire la posizione turca secondo la quale il caccia, al momento dell’abbattimento, si trovava nello spazio aereo internazionale, Erdogan ha duramente attaccato Assad, definendo il suo governo un “regime tirannico” privo di legittimità e l’abbattimento dell’F-4 un atto “ostile e criminoso”. Ha poi aggiunto che d’ora in avanti la Turchia risponderà ad ogni violazione del suo confine, diversamente da quanto fatto finora in occasione delle ripetute violazioni del suo spazio aereo da parte di elicotteri siriani. Erdogan ha poi concluso ammonendo la Siria a non confondere l’atteggiamento razionale assunto dalla Turchia con l’impunità del gesto. Quasi contemporaneamente, Assad, in occasione del giuramento del nuovo governo, ha ammesso che la Siria è in uno “stato di guerra reale” e che tutti gli sforzi saranno indirizzati per assicurare la vittoria.
Un nuovo vertice sulla Siria, organizzato da Kofi Annan, si terrà il 30 giugno a Ginevra. Il Ministro degli Esteri russo ha già confermato la sua presenza mentre l’inviato speciale di Lega Araba e ONU spera di poter coinvolgere i rappresentanti dell’Iran.
Intanto il sotto Segretario ONU per le operazioni di peacekeeping, Hervé Ladsous, ha comunicato che la missione degli osservatori ONU resta sospesa per il perpetuarsi degli scontri.

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