Stare Kiejkuty: la Guantanamo polacca
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È stata in attività per sei mesi circa, da dicembre 2002 a settembre 2003. Si tratta della prigione della CIA a Stare Kiejkuty, in Polonia, tre ore di macchina da Varsavia.
A seguito degli attacchi dell’11 settembre, l’intelligence statunitense si trovò nella necessità di trovare dei luoghi in cui detenere terroristi o sospetti tali e in cui effettuare interrogatori che, per le modalità in cui venivano svolti, era bene fossero tenuti segreti.
Da principio, a seguito della cattura di Zayn al-Abidin Muhammed Hussein, conosciuto come Abu Zubaida nel marzo 2002 in Pakistan, fu scelta come località Bangkok. Ma nuovi terroristi venivano catturati e da qui la ricerca di un luogo migliore in cui condurre gli interrogatori: quale posto migliore di Stare Kiejkuty?
A dicembre Abd al-Rahim al-Nashiri, sospettato di legami con al-Qaeda per un attentato contro una nave da guerra statunitense in Yemen nel 2000, e Abu Zubaida, vengono trasferiti nel sito polacco, chiamato in codice “Quartz”.
Mike Sealy, ufficiale dell’intelligence USA, era il responsabile del programma di interrogatori effettuati con “tecniche avanzate”: confessioni estorte con la violenza, privazione del sonno e waterboarding, una tecnica che consiste nel versare acqua sul viso di un individuo creando la sensazione di annegamento.
Il programma di interrogatori sarà oggetto di un rapporto di una Commissione del Senato ma è anche oggetto di giudizio da parte della Corte Europea dei diritti dell’uomo in quanto la Polonia avrebbe violato il diritto internazionale e contribuito a partecipare ad atti di tortura. Una decisione è attesa entro l’anno.

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