Teheran: "Risposta decisa se Israele attacca i siti nucleari"

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Teheran: "Risposta decisa se Israele attacca i siti nucleari"

 

Il Segretario generale dell'Agenzia per l'energia atomica dell'Iran (AEOI), Mohamed Eslami, in merito agli sviluppi nel settore nucleare del Paese persiano ha lanciato un avvertimento a Israele: “Gli impianti nucleari dell’Iran hanno capacità di protezione, e se [le autorità israeliane] facessero qualcosa di folle e provassero ad attaccare, le nostre forze armate darebbero loro una forte risposta di cui si pentirebbero”.

Inoltre, Eslami ha spiegato, in merito alle difese degli impianti nucleari, che "l'AEOI ha costruito impianti nucleari in modo tale che la vulnerabilità sia minima, offrendo la minima opportunità possibile ai nemici".

Le dichiarazioni del funzionario iraniano sono una risposta alle minacce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sugli attacchi eventuali gli impianti nucleari iraniani per porre fine a quella che lui definisce la "minaccia" iraniana.

Sull’argomento è intervenuto anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi in una recente intervista ad Al Jazeera, il quale  ha definito un possibile attacco israelo-statunitense "uno dei più grandi errori della storia" ribadendo che la risposta dell'Iran sarebbe durissima.

Il programma nucleare iraniano è trasparente e pacifico

Per ribadire la natura pacifica del programma nucleare iraniano è pacifico, Eslami ha spiegato:

"Siamo sottoposti ai più severi controlli dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica [AIEA] e rispettiamo i suoi impegni in conformità con i regolamenti dell'Agenzia".

Inoltre, ha evidenziato che le tecnologie avanzate, tra cui quella nucleare, sono diventate un settore cruciale a livello internazionale e che da quando l'Iran ha rotto il monopolio in questo settore, è oggetto di pressioni e sanzioni da parte di potenze occidentali come gli Stati Uniti.

Il capo dell'AEOI riteniene che un’eventuale minaccia nucleare dell’Iran sia una scusa per l'Occidente per comminare sanzioni e pressioni di ogni genere.

Infatti, ha denunciato che, mentre l'Occidente condanna l'arricchimento dell'uranio al 60% da parte dell'Iran, alcuni reattori negli Stati Uniti e in Canada utilizzano combustibile nucleare arricchito al 90%, il livello necessario per realizzare un'arma atomica.  

Dunque, per il funzionario persiano, “il problema principale sono le tecnologie avanzate e poiché non siamo membri dei blocchi, queste ci sono proibite.”

A questo proposito, Eslami ha fatto un appello all’AIEA affinché agisca con impazialità.

“L’Agenzia internazionale per l’energia atomica deve sostenere l’accesso di tutti i paesi alla tecnologia nucleare per scopi pacifici. L’AIEA dovrebbe facilitare e supportare tutti i paesi nell’ottenere la tecnologia nucleare, ma dietro le quinte, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato l’One, Two, Three Act nel 1955 e afferma che chiunque voglia entrare in questo campo deve avere un contratto con gli Stati Uniti. Stati", ha lamentato.

Tra l’altro, ha aggiunto che "questa legge stabilisce che, se non si hanno relazioni con gli Stati Uniti e non si rispettano le regole, non si può operare, e gli Stati Uniti controllano severamente e non consentono a nessun paese di operare.”

 

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