Iran, la guerra lampo fallita di Stati Uniti e Israele

2273
Iran, la guerra lampo fallita di Stati Uniti e Israele

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran sta trasformando il Medio Oriente nel principale epicentro della crisi globale. L’offensiva lanciata da Washington e Tel Aviv (la coalizione Epstein) contro la Repubblica Islamica ha già prodotto un conflitto esteso, con conseguenze politiche, economiche e militari che rischiano di travolgere l’intera regione. Secondo diversi analisti statunitensi, l’amministrazione di Donald Trump avrebbe sottovalutato la capacità di risposta di Teheran. Commentatori del New York Times parlano apertamente di una “arroganza del potere” che starebbe trascinando gli Stati Uniti in una nuova guerra senza una strategia chiara di uscita, evocando i precedenti drammatici delle invasioni di Iraq e Afghanistan.

A distanza di dieci giorni dall’inizio delle ostilità, gli obiettivi dichiarati da Washington - distruggere il programma missilistico iraniano e favorire un cambio di regime - appaiono lontani. L’Iran non è crollato e il nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, sostenuto dal sistema politico e dai Guardiani della Rivoluzione, sembra determinato a proseguire la resistenza. Sul terreno, la risposta iraniana si è fatta sempre più intensa. L’operazione militare denominata “True Promise 4” ha già visto oltre trenta ondate di attacchi con missili e droni contro basi militari israeliane e statunitensi nella regione. Alcuni di questi attacchi hanno colpito obiettivi sensibili come installazioni militari in Israele e basi statunitensi in Iraq e nel Golfo. Nel frattempo il conflitto si sta allargando. Hezbollah dal Libano e gruppi della resistenza irachena hanno aperto nuovi fronti contro obiettivi israeliani e statunitensi, segno che la guerra rischia di trasformarsi in uno scontro regionale prolungato.

A Washington, tuttavia, regna l’incertezza. L’inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente, Steve Witkoff, non è stato in grado di spiegare quale sarebbe il finale auspicato dagli Stati Uniti, limitandosi a ribadire che l’Iran “non può avere armi nucleari”. Una giustificazione che molti osservatori considerano fragile, visto che anche l’Agenzia internazionale per l’energia atomica non ha confermato l’esistenza di un programma nucleare militare iraniano. Teheran accusa apertamente Stati Uniti e Israele di aver pianificato una “guerra lampo” fallita. Secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, gli aggressori speravano di ottenere una vittoria rapida e di provocare il collasso del governo iraniano in pochi giorni. “Il loro piano A è fallito”, ha dichiarato.

La realtà sul campo suggerisce che la guerra sarà lunga e costosa. Diversi analisti avvertono che anche una eventuale vittoria statunitense rischierebbe di trasformarsi in una “vittoria di Pirro”, capace di destabilizzare l’economia energetica mondiale e di consolidare ulteriormente il fronte anti-occidentale nella regione. Come spesso accade nella storia, iniziare una guerra è facile. Molto più difficile è trovare il modo di finirla. E oggi, a Washington, quella strategia sembra ancora mancare.



LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti